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Il segretario: "Un vero maestro"

Don Silvestri: "Mi ha insegnato tanto" Don Zironi. "Legame stretto con i parroci"

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«Ho perso un maestro, la persone da cui ho imparato tanto, un grande esempio con la sua testimonianza nella vita di tutti i giorni». Trattiene a stento le lacrime don Franco Silvestri, che per 5 anni è stato il segretario del vescovo Lanfranchi, la sua ombra. «Non è facile in poche parole riassumere una persona così piena di qualità - prosegue - Ci penso e mi vengono in mente tante caratteristiche tutte di qualità: la sua disponibilità, l’attenzione verso le persone, la sua umiltà e la sua grande preparazione teologica».

Cinque anni intensi quelli vissuti dal vescovo a Modena, in cui è sempre stato costantemente in contatto con il territorio e i suoi fedeli. «Ha sempre avuto una grande propensione all’ascolto delle persone che aveva davanti. Poi amava il dialogo e il confronto anche con chi non la pensava come lui. Ecco: in caso di divergenze cercava di arrivare sempre a una visione condivisa, di mediazione senza però mai venir meno a quelli che erano i suoi principi».

Una persona di grande dignità e umiltà, anche nell’affrontare la difficile prova della malattia, che ha voluto condividere con tuta la sua comunità, la sua gente. «Ha affrontato questa prova con grandissima fede e coraggio - prosegue - È sempre stato cosciente e non si è mai arreso, non si è mai abbattuto».

Da un sacerdote che era costantemente al suo fianco a un altro che invece era uno dei suoi parroci al lavoro tra i fedeli: don Alberto Zironi, parroco di Nonantola, fino a pochi mesi fa guida a San Faustino.

«Il ricordo di monsignor Lanfranchi è un ricordo molto bello e affettuoso. Era una persona davvero molto attenta alle persone. I fedeli lo sentivano vicino. E devo dire che per noi parroci è sempre stato un punto di riferimento costante. In qualsiasi momento potesse accadere di aver bisogno di lui. Una cosa che mi colpì, quando lo abbiamo conosciuto è stato il fatto che ci diede il suo numero di cellulare invitandoci a chiamarlo ogni qual volta ne avremmo abuto bisogno. E così capitava che spesso ci si sentiva per confrontarci chiedere consiglio nella gestione della normale vita di una parrocchia. Lui amava questo contatto e per noi era una sicurezza. Cercava di essere spesso presente alla vita delle parrocchie, compatibilmente con il fatto di avere un territorio comunque vasto».

Cordoglio anche a Piacenza, nella diocesi di provenienza del vescovo. Annunciandolo alla diocesi di Piacenza-Bobbio il Vescovo mons. Gianni Ambrosio «invita ad unirci in preghiera per affidare al Signore misericordioso il carissimo arcivescovo Antonio. Ho avuto modo di sentirlo al telefono giovedì scorso, dopo averlo chiamato il giorno della festa della Madonna di Lourdes, e anche in quest’ultima telefonata non era venuto meno il suo ottimismo: “questa mattina va meglio, la febbre è diminuita”. mi disse Preghiamo per lui, perché accolto dal Signore, possa cantare con gioia e per sempre l’alleluia pasquale».

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