Split payment, imprenditori inferociti
Ance e Rete Imprese Italia: «Un altro marchingegno che riduce notevolmente la liquidità alle aziende»
Si chiama split payment, è il meccanismo inserito nella recente Legge di stabilità che cancella il versamento dell'importo dell'Iva da parte della amministrazione pubblica e degli enti locali alle imprese che eseguono appalti di lavori pubblici, per cui l'Iva viene versata direttamente dal committente pubblico allo Stato.
Ed è già polemica da parte del mondo imprenditoriale, che ha già lanciato una petizione nazionale al governo: «Questo sistema – dicono dall'associazione Ance di Modena – è destinato a produrre effetti gravissimi sul settore edile. L'eliminazione del versamento dell'Iva da parte della pubblica amministrazione nei pagamenti alle imprese che realizzano lavori pubblici provoca una riduzione di liquidità nelle aziende stesse del 10% del fatturato (pari all'importo dell'Iva). Non potendo più compensare l'Iva a debito con l'Iva a credito, alle imprese non rimane che attendere il rimborso del credito maturato. Ma i tempi dei rimborsi Iva nel nostro Paese superano mediamente i due anni». Da qui la raccolta firme (la petizione è condivisa anche con Cna, Confartigianato e Alleanza delle Cooperative) per spingere il governo a ritirare o modificare il provvedimento (adesione on line su http://www.ance.it/net_ance/petizione.aspx).
Ance Modena sostiene questa iniziativa, ponendo il dubbio «che lo split payment sia stato deciso senza valutare con la dovuta attenzione l'impatto che ne sarebbe derivato» e chiedendo ai parlamentari modenesi di intervenire.
«L'impossibilità di incassare l'Iva – fa eco Rete Imprese Italia – sulle prestazioni di servizi e sulle vendite genera uno squilibrio nella gestione finanziaria delle imprese che può essere letale per la sopravvivenza di queste ultime. Ma c’è di più: per evitare di accumulare crediti con l'erario, il cui recupero è lungo e oneroso, diventa vantaggioso effettuare gli acquisti all'estero in regime di esenzione. Così che per recuperare gettito si danneggerebbe anche l'economia nazionale». Anche Rete Imprese ha iniziato una forte azione di sensibilizzazione nei confronti degli associati per sollecitare il governo ad intervenire sulla questione, a cominciare dalla petizione, che può essere sottoscritta sui siti nazionali delle associazioni. «La richiesta è che da marzo – dicono da Rete Imprese – quando diventerà operativa l’introduzione della fatturazione elettronica con la PA, sia abrogato lo split payment, così come da marzo, la scelta di adottare la fatturazione elettronica tra imprese deve escludere l’applicazione del reverse charge. Nel contempo Cna, Lapam Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio chiedono di accelerare i tempi dei rimborsi per quelle imprese che applicano il reverse charge e lo split payment, eliminando, contemporaneamente, tutti gli ostacoli burocratici che ancora intralciano il pieno utilizzo in compensazione dei crediti Iva».
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