«Accanto ai poveri Ha scaldato i cuori di tutti i modenesi»
Dal volontariato alle associazioni cattoliche e culturali testimonianze e lettere. «Modena si sentirà più vuota»
PORTA APERTA. «In queste settimane tutti noi abbiamo cercato di coltivare la speranza della guarigione, alimentandola con la preghiera, ma la volontà del Padre era quella di riportare il Pastore della Chiesa di Modena a sé. Un uomo di Dio che potremmo definire “dolce” e “profondo”. Dolce per la sua sensibilità e delicatezza fin nei rapporti interpersonali. Profondo nel magistero che ci ha offerto con pensieri e riflessioni mai banali, ma che cercavano sempre di andare alla sostanza delle realtà e delle problematiche, alla loro complessità, offrendoci una lettura illuminata dalla luce derivante dall'insegnamento Evangelico. Lo ricordiamo in particolare vicino ai poveri, al centro di accoglienza e a Porta Aperta. In occasione delle celebrazioni eucaristiche a San Cataldo, l'ultima lo scorso dicembre 2014, allorquando ci aveva incoraggiato a continuare nel servizio agli ultimi».
AZIONE CATTOLICA. «Carissimo vescovo Antonio, grazie per la testimonianza di umanità che ci ha offerto in questi mesi di sofferenza. La stessa grande e semplice umanità che abbiamo incontrato ogni volta che ha condiviso con noi esperienze di riflessione, momenti di preghiera e di incontro. In diversi modi ha voluto esprimere la sua attenzione per l’AC, ricordandoci sempre la nostra missione di testimonianza laicale, ma anche sostenendola e motivandola, con una lettura attenta della realtà e indicandoci un cammino spirituale esigente, in cui la fede rinnova la vita. È sempre stato vivo nelle sue parole il valore profondo della vocazione particolare dei laici dell’Azione cattolica, valore che l’ha anche coinvolta in prima persona, come assistente nazionale dei giovani, e che ha continuato a sostenere come nostro vescovo.
CSI DI MODENA. «Con la scomparsa di monsignor Antonio Lanfranchi il Centro sportivo italiano di Modena perde un amico e la Chiesa modenese una guida illuminata. Dal primo giorno del suo arrivo a Modena non ha mai fatto mistero del suo legame con il mondo dei giovani, una sensibilità che da subito ci ha avvicinato a lui. Proprio la disponibilità del vescovo e il suo entusiasmo hanno permesso in questi anni la realizzazione del Natale degli Sportivi modenesi, una novità per la città e un appuntamento in più che - come lui sapeva fare - toccava il cuore dei nostri ragazzi... Ha sempre messo al centro la persona, dimostrando come il primo testimone debba sempre essere l'uomo nelle sue azioni. E la vita di tutti i giorni lo ha messo alla prova proprio nella testimonianza, che lui non ha mai abbandonato, anzi. Il suo messaggio durante la malattia, la convivenza con uno stato di salute precario, il rispetto per chi è in difficoltà, il coraggio e la profondità del suo messaggio di fede ne fanno una persona ricca al punto che Modena si sentirà più vuota. Personalmente, mi sento di aggiungere che ha rappresentato un amico, un esempio di vita, un uomo che ha vissuto in pieno la sua missione pastorale in mezzo alle persone».
CENTRO FERRARI. «Ha saputo intercettare i bisogni veri di Modena, a cui la Chiesa porta il messaggio di speranza del vangelo. Attraverso le tante iniziative, ha coinvolto tutta la società per costruire una comunità coesa in tempi durissimi. Con le lettere alla città, il nostro Vescovo Antonio ha scaldato i cuori di tutti noi modenesi. Viviamo assieme all’arcidiocesi di Modena-Nonantola momenti di grande tristezza». È il testo del telegramma che il Centro culturale Francesco Luigi Ferrari, la Fondazione Sias e la Fondazione Ermanno Gorrieri per gli studi sociali hanno inviato all’Arcidiocesi.
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