Gazzetta di Modena

Modena

Bufera sugli autobus

"Troppi autisti malati". Via all'ispezione

"Troppi autisti malati". Via all'ispezione

Cinquanta autisti marcano visita il giorno della “grande nevicata” e subito scattano reprimenda e controlli ordinati dal presidente di Seta, Pietro Odorici. Ma l’iniziativa non è piaciuta ai...

4 MINUTI DI LETTURA





Cinquanta autisti marcano visita il giorno della “grande nevicata” e subito scattano reprimenda e controlli ordinati dal presidente di Seta, Pietro Odorici. Ma l’iniziativa non è piaciuta ai dipendenti dell’azienda trasporti: chi si è dato malato lo era veramente - replicano gli autisti - ci sono i certificati medici a provarlo, mentre chi era sui mezzi ha dovuto lavorare in condizioni molto difficili, a causa del malfunzionamento del Piano Neve del Comune di Modena e per la non adeguata attrezzatura a disposizione sui bus che. Tanti sono usciti di strada strade riportando anche dei danni.

LA LETTERA. Il caso è esploso in questi giorni, a una settimana dalla nevicata del 5 e 6 febbraio. Nella casella delle lettere di una cinquantina di dipendenti Seta è arrivata quella del presidente e amministratore delegato Pietro Odorici. «Nei giorni scorsi le condizioni meteorologiche hanno portato notevoli disagi al servizio – scrive Odorici – tuttavia pur in una situazione oggettivamente difficile, molti suoi colleghi si sono adoperati per alleviare i disagi della cittadinanza. Il loro lavoro, già reso difficoltoso dalla particolare situazione, è stato gravato anche dalla necessità di svolgere l’attività in sostituzione di molti lavoratori assenti (circa cinquanta). Per questa ragione è stato mio preciso compito effettuare i debiti approfondimenti e rivolgermi a quanti, in coincidenza di turni più impegnativi, della fine o dell’inizio di periodi di ferie o, come in questa occasione di emergenza neve, di particolari situazioni di disagio si sono assentati dal lavoro».

«SERVE CORRETTEZZA». Non è mia intenzione mettere in discussione le prerogative dei lavoratori e i diritti in tema di malattia ma desidero stigmatizzare l’abuso e la degenerazione di questi diritti. È quindi mio dovere rammentarle che i rapporti di lavoro con l’azienda e con i colleghi devono essere improntati alla massima correttezza e fare appello al senso di responsabilità e alla buona fede per evitare che si generi in azienda un clima di sospetto e di sfiducia. Ritengo infatti che finzioni e abusi, oltre a provocare ovviamente disfunzioni all’organizzazione del lavoro, cui altri colleghi devono sopperire, sottraggano la giusta fiducia e attenzione verso malattie e situazioni di sofferenze e difficoltà oggettive».

La conclusione è quanto mai dura: «Desidero farle presente che il mio ruolo mi obbliga a controllare con fermezza e rigore i fenomeni di assenze che possono creare dubbi e perplessità e che con lo stesso rigore e fermezza assumerò provvedimenti nei confronti degli abusi accertati».

LA RISPOSTA. Parole per nulla gradite agli autisti. A farsi portavoce è il segretario provinciale della Faisa Cisal Giuseppe Rendace: «Siamo allibiti. Anche perché la lettera è stata recapitata indiscriminatamente, in alcuni casi anche a chi era regolarmente al lavoro. Ma soprattutto, ci sono colleghi che non hanno marcato visita per anni, che proprio in quella giornata si sono ammalati, ricordo che la nevicata è coincisa con il picco dell’influenza in provincia. Bene: si sono sentiti messi sotto accusa e minacciati in questo modo. Con questo non voglio dire che in azienda, come credo in tutti i posti di lavoro ,ci siano persone, da stigmatizzare, che facciano della malattia un modo per, diciamo così, “aumentare” il monte ferie annuale. Ma non si può fare di tutta l’erba un fascio».

«MEDICI OFFESI». Rendace, a sua volta, ricorda a Odorici che con la sua lettera mette in discussione e offende i medici. «Sostenendo tra le righe che ci siano malattie inventate, implicitamente accusa i rispettivi dottori di essere complici di questa situazione – spiega il sindacalista - Visto che tutti i colleghi hanno presentato regolare certificato medico. Vogliamo quindi sperare che questo sia solo uno scivolone del presidente».

La polemica è occasione per aprire il libro sul fronte “Seta ed emergenza neve” Rendace parla di una serie di incidenti che si sono verificati, a causa delle strade innevate hanno iniziato a scivolare mettendosi di traverso e finendo spesso o contro i muri lungo la strada o contro le auto in sosta. «Più di un autobus ha riportato danni o ne ha provocati» spiega.

«DISORGANIZZAZIONE». Inevitabile porsi la domanda su quale attrezzatura avessero i bus. «Ci sono due ordini di problemi emersi chiaramente. – spiega Rendace - In primo luogo il Comune di Modena si è rivelato impreparato ad affrontare la situazione, ci siamo trovati a dover transitare con i mezzi di linea su strade impraticabili. La pulizia non è stata adeguata per riuscire a garantire come si pretendeva il servizio pubblico, visto che le scuole erano aperte. E qui apro una parentesi: Seta a Reggio Emilia non ha fatto uscire i mezzi. Qui sì. E le condizioni erano le stesse... In secondo luogo i nostri mezzi hanno montato, per la maggior parte, pneumatici cosiddetti “4 stagioni”, in condizioni estreme come quelle della scorsa settimana anche le gomme termiche hanno fatto fatica a reggere; si figuri le “4 stagioni”. Le catene? C’erano, ma non sono state montate. Questo per dirle che crediamo sia il caso di rivedere non solo il Piano Neve del Comune ma anche la nostra organizzazione». (and.mar.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google