Così Lanfranchi spronava i modenesi
Educazione, attenzione ai giovani, dialogo, rispetto della festa. Il suo pensiero nei suoi discorsi
EDUCAZIONE. «Non c'è epoca della storia in cui il tema dell'istruzione non sia stato presente. Oggi viene affrontato con accenni nuovi, si parla sempre più di sfida, di emergenza, di possibilità e di coraggio. (...) Oggi educazione e speranza sono in crisi, recuperare la passione educativa significa rilanciare la speranza e, viceversa, coltivare la speranza rimanda all'educazione».
16 settembre 2010
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CHI ABITA MODENA? «Quale folla abita la nostra città? - E gente stanca e sfinita? Se sì, di quale stanchezza si può parlare? La fatica del vivere, che può diventare mal di vivere, è legata alla crisi che attraversiamo, può derivare dal difetto di pane, di salute, di casa e di altre cose simili. Ma può avere ragioni più profonde e accomunare chi difetta di beni fondamentali a chi si sente sazio e appagato».
31 gennaio 2010
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DIALOGO CON L’ISLAM «Sono qui perché non c'è cosa migliore dell'ascolto responsabile che porta a una conoscenza reciproca finalizzata alle relazioni quotidiane. Relazioni, che costituiscono il tessuto sociale in cui noi tutti siamo immersi, relazioni caratterizzate dall'accoglienza delle reciproche diversità. È da conoscenze come queste che nasce il dialogo sincero e l'integrazione vera che non limita ad aspetti superficiali, ma che va al cuore dell'esperienza umana e religiosa».
27 febbraio 2011
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LAVORO E FESTA. «Lavoro e festa sono due beni fondamentali che coinvolgono fede e ragione, Chiesa e società, presente e futuro, interessano la dimensione personale e relazionale dell'uomo. Sono parte integrante della missione evangelizzatrice della Chiesa. Alla consapevolezza che la domenica, con la celebrazione eucaristica, rimane centrale nella vita dell'uomo si unisce la preoccupazione concreta per la condizione del lavoro - o della sua assenza - oggi nella nostra città».
15 settembre 2011
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L’ECONOMIA E L’ AMORE «Occorre far entrare l'amore nell'economia. Nell'immaginario comune l'imprenditore è una persona interessata soltanto al suo profitto, mentre penso che sia possibile un'immagine diversa, perchè da quella persona dipendono molte vite: ecco che entriamo nella logica dell'amore. Lo stesso possiamo dire del lavoro, in cui è fondamentale l'aspetto educativo, educare a valori quali serietà, lealtà, fedeltà e capacità di rapportarsi agli altri».
30 marzo 2011
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VITA NUOVA. «Rischiamo di racchiudere l'orizzonte della nostra vita nella ricerca dell'avere, del piacere, del benessere, del successo, senza con questo riuscire ad essere felici, o chiudiamo l'orizzonte della vita al trascendente, ritrovandoci soli, smarriti e impauriti, incapaci di darci quella pienezza di vita che vorremmo. Pasqua può rompere le nostre chiusure per aprirci ad orizzonti nuovi, ad una vita nuova.
20 aprile 2011
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PERICOLO INDIFFERENZA.«Oggi il pericolo forse più grande viene dall'indifferenza, un male oscuro che si manifesta in disinteresse, insensibilità, mancanza di partecipazione, sia alle sorti di una singola persone che al bene comune».
31 gennaio 2012
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NO AD HALLOWEEN «Io personalmente do un giudizio molto negativo di Halloween, e ritengo che sia diseducativo per le nuove generazioni, perché distoglie da quella bella tradizione di andare sulla tomba dei nostri parenti e amici per ravvivarne, con gesti di affetto, il ricordo. La fede cristiana ci dice che i nostri morti non vivono solo nel nostro ricordo, sono viventi nel Signore, quindi c'è questo legame, ma già il ricordo è positivo. Purtroppo assorbiamo acriticamente delle novità che ci vengono propinate senza rispettare la nostra tradizione, e mi viene da aggiungere, senza rispettare profondamente l'uomo».
1 novembre 2012
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DOVERE DI CITTADINI. «Avvertiamo di essere immersi dentro un grande travaglio, da cui non ci è consentito estraniarci o tirarci fuori. Siamo tutti chiamati a onorare la nostra appartenenza alla "città" con una partecipazione attiva e responsabile. Specie i cristiani»
31 gennaio 2013
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DOMENICA DEL SIGNORE «Il senso della domenica è quello della felicità, dell’incontro con il Signore e non certamente dall'apertura dei negozi. Non è quando sono aperti che si raggiunge la gioia che voi oggi dimostrate. Tutto quello che avete costruito oggi sia il vostro pane, che il Signore lo trasformi con la sua benedizione per metterlo a disposizione degli altri».
2 giugno 2013
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DIGNITÀ E SESSUALITÀ «La dignità della persona umana e la bellezza della sessualità sono due valori imprescindibili che hanno alla base il rispetto tra esseri umani. Sono valori non perché sono belle parole, ma perché si devono tradurre in norme di comportamento. (...)
Tutti ci dobbiamo sentire coinvolti . Chi ha a cuore la formazione delle nuove generazioni, sa bene che i nostri ragazzi hanno bisogno di coerenza da parte di chi lancia loro i messaggi, da parte nostra. Chi opera nelle parrocchie, chi opera nella scuola, tutti, a diverso titolo devono essere portatori di questi comportamenti che non sono opzionali».
22 ottobre 2013
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SIAMO TUTTI POVERI «Natale è per chi è povero materialmente, ma anche per chi si sente povero di compagnia e soffre di solitudine, per chi è costretto a contare i fallimenti dei suoi rapporti affettivi. (...)Tutti, credo, siamo e rimaniamo deboli, fragili, poveri. Varrebbe la pena confessarlo anzitutto a noi stessi. Là dove la debolezza dell'uomo è riconosciuta e confessata, lì può nascere la gioia di sentirsi salvati, lì può nascere più facilmente la solidarietà, la fraternità, la vicinanza, la condivisione. È il dono che può fare il Natale a noi "povera gente".
25 dicembre 2014
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