Così verrà nominato il suo successore
Serviranno alcune settimane per conoscere il nome del nuovo vescovo Al vicario generale monsignor Morandi è affidato il periodo di interregno
Ci vorrà tempo e, con tutta probabilità, Modena per Pasqua non conoscerà ancora il nome del nuovo vescovo. Praticamente impossibile, per i tempi necessari quando si presentano situazioni di questo tipo, vedere a Modena il successor di monsignor Lanfranchi prima di almeno due mesi.
La prassi dice questo. Poi è vero che da quando Papa Francesco è entrato in carica anche la burocrazia della Chiesa si è molto snellita. Nomine più rapide e soprattutto decisioni prese con grande tempestività ed efficacia.
Papa Francesco ha abituato tutti, in questi anni, a colpi a sorpresa. È successo così anche negli ultimi vescovi sparsi in giro per l’Italia, quando le consuetudini sono state superate da nomine “firmate”, nel senso più stretto del termine, dal Papa stesso. I favoriti della vigilia spesso sono stati messi da parte in favore anche di nomi che prima non erano dati nemmeno per papabili, non solo improbabili, ma quasi impossibili.
L’arcidiocesi di Modena-Nonantola è per sede importante, la seconda della regione dopo quella cardinalizia di Bologna. E proprio Bologna è comunque uno dei crocevia importanti per le nomine futura. Il cardinale Carlo Caffarra, prorogato per due anni sempre da Papa Francesco, scade - per anzianità - col suo mandato a giugno. Prima di quella data, certamente, Bologna conoscerà il nome della nuova guida della Chiesa. L’Emilia Romagna si troverà così con due nuovi vescovi nelle città più importanti a poche settimane l’uno dall’altro. Cosa significa? Un tempo nemmeno alla Chiesa sfuggivano logiche di geopolitica e le due nomine dovevano in un qualche modo bilanciarsi. Oggi Papa Francesco potrebbe veramente stupire tutti con nomi che nessuno ha previsto. Difficile, comunque, per entrambe le Diocesi pensare ad un vescovo di prima nomina: era una regola non scritta, che in futuro potrebbe cambiare.
Ora è tutto affidato alla gestione del vicario generale della Diocesi di Modena, monsignor Giacomo Morandi. Sarà lui a guidare la Chiesa modenese in queste settimane, garantendo l’ordinaria amministrazione. Di fatto continuerà ad occuparsi di ciò che già faceva da alcuni mesi, da quando monsignor Lanfranchi si era aggravato e aveva dovuto trascorrere la maggior parte del suo tempo in ospedale.
Un periodo di interregno vero e proprio, durante il quale, appunto, non ci saranno nuove nomine ma si attenderà solamente la decisione romana.
È prassi che queste settimane di attesa trascorrano comunque con le tradizionali consultazioni tra il clero modenese e i vertici della chiesa emiliano-romagnola, che faranno arrivare a Roma proposte e considerazioni sul futuro della Diocesi. Impossibile, ora, tracciare un vero e proprio ritratto di colui che potrà essere il successore, che sarà anche il vescovo numero 101 della storia della Chiesa modenese. (d.b.)
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