«Ecco la ricetta per rilanciare il turismo»
Richieste e proposte di Faenza di Federalberghi e Bontempi di Modenatur per rendere attrattiva tutta la provincia
Accoglienza dei turisti, valorizzazione e promozione delle capacità attrattive del territorio e delle sue eccellenze, programmazione degli eventi per utilizzare al massimo grado le ricadute economiche nell’area interessata, in estrema sintesi il turismo e l’economia connessa. Sono temi di notevole interesse e più che mai di attualità nella provincia di Modena, che da sempre in questo ambito denota limiti enormi sotto tutti i punti di vista.
Da qualche tempo si possono però apprezzare sintomi significativi di un risveglio e di una volontà effettiva di rinascita anche in questo ambito. Dei problemi specifici, e delle proposte per risolverli, si fa portavoce Federalberghi, l’associazione degli imprenditori del settore di cui è presidente provinciale e vicepresidente regionale Amedeo Faenza, da una vita titolare di strutture alberghiere a Modena e attivo nell’associazione aderente a Confcommercio.
E per spiegare le prospettive del turismo, e del suo indotto economico nella provincia di Modena, a dare manforte a Faenza interviene anche il coordinatore di Modenatur, Franco Bontempi. Modenatur è un consorzio sorto dalla collaborazione tra Confcommercio e Confesercenti per analizzare e organizzare le offerte e le opportunità del territorio provinciale, creare pacchetti, commercializzare a livello nazionale e internazionale le proposte, i servizi, i tour.
Tassa di soggiorno. Gli imprenditori alberghieri anche di recente hanno investito non poco a Modena per farsi trovare pronti di fronte alle nuove opportunità che potranno presentarsi ma lamentano di essere tartassati dal settore pubblico: «La tassa di soggiorno – dice Faenza – e quella sui rifiuti sono balzelli intollerabili per il nostro settore. Non tutti sanno che su 342 Comuni in Emilia Romagna soltanto 16 hanno applicato la tassa di soggiorno e di questi due sono nostri, ovviamente Modena e Maranello. Se davvero si vuole dare una spinta al turismo, la tassa va abolita. Per non parlare del costo dei rifiuti, micidiale per gli alberghi se si pensa alle variazioni stagionali: un conto è la quantità di rifiuti prodotta per esempio in giugno o luglio ma altra cosa avviene in gennaio o febbraio. Poi c’è il problema del criterio che si basa sui metri quadrati, che non ha senso per il sistema ricettivo, non essendoci correlazione fra le dimensioni in metri e l’effettiva produzione di rifiuti. Inutile spiegare che solo una minima parte delle aree occupate da un albergo è effettivamente coinvolta in quella che può essere definita la produzione di rifiuti. Ora arrivano ulteriori aumenti della tassazione e questo rende ancor più insopportabile la situazione».
I pernottamenti. Gli albergatori si sentono vessati dal settore pubblico ma le loro istanze sono di più ampio respiro, come chiarisce Franco Bontempi: «È importante evidenziare - dice il dirigente di Modenatur – quanto sia basilare collocare il pernottamento nelle politiche di promozione del territorio. Vanno bene certi eventi, appuntamenti e attività che richiamano tante persone nelle nostre zone, ma il turismo non può vivere di sole escursioni giornaliere e diventa fondamentale che i visitatori si fermino una o più notti. In questo senso è prioritaria la realizzazione di un Piano provinciale per il rilancio del turismo, in modo particolare a partire dall'Appennino, dove per troppo tempo siamo stati limitati da eccessivo campanilismo e dalla tutela di interessi minimi a livello locale».
«Per puntare all’obiettivo di un incremento significativo dei pernottamenti - sottolineano all’unisono Faenza e Bontempi - diventa irrinunciabile una programmazione adeguata. Per capirci: per farsi trovare pronti in occasione di eventi previsti per l’estate, e per il prossimo autunno, oggi è già decisamente tardi. Noi oggi avremmo bisogno di conoscere eventi, progetti e programmi del 2016 e anche oltre. Solo in questo modo possiamo agganciare guide turistiche, fare inserire gli eventi in itinerari da proporre ai tour operator, dovunque essi siano, e porre in essere tutto quanto occorre per un’accoglienza adeguata».
Pighi e Muzzarelli. Su questi presupposti si innesta il rapporto con l’amministrazione comunale, imprescindibile per Federalberghi: «Il sindaco Pighi - dice Faenza - non aveva fatto nulla di concreto per il nostro settore ma ora devo dire che, perlomeno a parole e con primi segnali concreti, Muzzarelli sembra intenzionato a muoversi realmente. Ci stiamo incontrando con continuità e si gettano le basi per una programmazione seria. Forse sta per sbloccarsi una situazione di stallo che ormai durava da troppo tempo».
E cosa può fare concretamente il Comune, oltre a programmare eventi con largo anticipo, per promuovere l’accoglienza turistica? Faenza e Bontempi non hanno dubbi: «Gli introiti della tassa di soggiorno - dicono - se non viene abolita, devono essere destinati ad azioni di potenziamento della nostra vocazione turistica e almeno una parte va investita su Modenatur, che gestisce le attività “incoming”. Cosa già attuata a Bologna».
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