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Fusione Aimag-Hera: «Deve decidere la gente»

di Serena Arbizzi
Fusione Aimag-Hera: «Deve decidere la gente»

Folta partecipazione all’incontro organizzato dal Comitato Acqua Pubblica Continua la raccolta firme per il referendum. I medici: «Amianto problema serio»

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Richiesta di dimissioni dell’assessore Simone Tosi e del presidente di Aimag Mirko Arletti, proseguimento nella raccolta firme per indire un referendum sul futuro di Aimag, netta contrarietà alla fusione di Aimag con Hera, e una richiesta da parte della multiutility al dottor Giorgio Lesci di elaborare una nuova soluzione per contrastare le fibre di amianto nell’acqua. Questo è emerso durante l’appuntamento molto partecipato, organizzato dal comitato per l’acqua pubblica no amianto alla sala congressi di via Peruzzi lunedì sera. All’incontro hanno partecipato il prof. Giovanni Brandi, oncologo dell’ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna e Giorgio Lesci, associato in laboratorio di chimica inorganica all’università di Bologna. «Noi chiediamo di agire subito sulla condotta 350 che va da Fontana di Rubiera a Santa Croce – ha detto Roberto Galantini del comitato acqua pubblica no amianto – questo è il tratto più critico, risale al 1959. Inoltre, chiediamo di bloccare la fusione di Aimag con Hera perché produrrà effetti irreversibili su tempi molto lunghi. Sulla questione va previsto il coinvolgimento dei cittadini con un referendum. Non è accettabile che lo si impari a cose già decise». Il prof Brandi ha aggiunto che «nel curare i miei pazienti con tumori del fegato ho intuito il ruolo potenziale dell’amianto nella genesi di molte neoplasie, al di là del mesotelioma. Questo è solo un tumore indice, che non esisterebbe senza l’amianto, ma molti altri tumori possono essere indotti dall’esposizione all’amianto». Si parla, ad esempio, di tumori al fegato, polmone, faringe, laringe, esofago. Inoltre, la pianura padana è una delle più inquinate d’Europa, Modena, al riguardo non fa certo eccezione «e troppe volte si è dimenticato l’impatto ambientale nel fare prevenzione» ha chiosato Brandi. Lesci ha poi aggiunto di essere «stato contattato da Aimag per studiare un nuovo modo per contrastare le fibre di amianto sulla rete idrica». A margine del convegno, è stato Roberto Benatti di Forza Italia, a chiedere «le dimissioni di Tosi e Arletti per averci proposto una soluzione, poi bocciata dall’Asl, perché non ritenuta sicura per la salute» e qualcuno ha ventilato una possibile class action contro il sindaco. Giliola Pivetti di Carpi Futura ha suggerito di rimandare la decisione relativa a Hera e Aimag di un anno perché nel frattempo Carpi aumenti il suo potere contrattuale e ha annunciato un incontro che si terrà il 3 marzo, con l’esperto Spaggiari. Mauro Solmi del comitato acqua pubblica di Modena ha poi indicato come il costo delle tubature nuove ricadrà sui cittadini. Sono, inoltre, volate parole grosse sui termovalorizzatori di Hera. Durante la serata si è parlato dei filtri: alcuni sarebbero in grado di arginare il pericolo di contaminazione da amianto in percentuali variabili.

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