Mezzo milione per chiudere i Map entro l’anno
Prestiti d’onore, tirocini formativi, contributi per pagare l’affitto o le utenze. Saranno i Comuni di Cavezzo, Concordia, Mirandola, Novi di Modena, San Felice, San Possidonio e Cento a decidere in...
Prestiti d’onore, tirocini formativi, contributi per pagare l’affitto o le utenze. Saranno i Comuni di Cavezzo, Concordia, Mirandola, Novi di Modena, San Felice, San Possidonio e Cento a decidere in che modo utilizzare le risorse – 500 mila euro in tutto – provenienti dal Fondo sociale regionale che la giunta intende destinare come sostegno a persone in situazione di forte disagio dopo terremoto. Persone che vivono tutt’ora in soluzioni abitative provvisorie (i Map) e che non riescono a tornare in condizioni di vita normali. La quota verrà quindi ripartita tra i sette Comuni sulla base dei nuclei familiari alloggiati nei Map (468 quelli ancora abitati, ma in costante diminuzione). «È un intervento di gestione ordinaria nell’ambito delle politiche sociali, in particolare di contrasto alla povertà e alla marginalità», ha spiegato Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione e assessore al Welfare e alla politiche abitative, durante la seduta della Commissione consiliare Politiche per la Salute e Politiche sociali, cui la giunta ha chiesto di esprimere il parere (e l’ha ottenuto all’unanimità) sullo schema di delibera che assegna le risorse. Saranno i Comuni a decidere come utilizzare le risorse; «Noi vogliamo dare un accompagnamento – ha concluso la vicepresidente – , una “spinta” per svuotare i Map entro dicembre 2015». Per Palma Costi, assessore regionale alla Ricostruzione post sisma, queste risorse «rappresentano uno strumento che la giunta ha messo in atto per dare una conformazione diversa, a tre anni dal sisma, all’assistenza alla popolazione, e chiudere entro l’anno i Map».
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