Risolta diatriba tra famiglia e Eni
Fiorano. Il Comune interviene con un contributo e torna l’erogazione dei servizi
FIORANO. Una storia di disagio sociale ma a lieto fine. È quella che ha visto Mirella Mazzanti e Ismail El Aouam contrapposti a Eni. Loro e i loro cinque figli abitano in una casa dell'Acer, e si sono ritrovati senza gas e con la luce dimezzata; questo a causa di alcuni pagamenti che a Eni non risultavano saldati, nonostante i coniugi possedessero le ricevute. Grazie però alla mediazione del Comune, la luce è tornata, e il gas pure. La storia comincia a novembre, quando la coppia è contattata dall'ufficio crediti di Eni, per riscuotere un pagamento di 1168 euro arretrati. I due, lavoratori precari, giungono a un accordo con l'ufficio crediti: il pagamento viene dilazionato fino alla fine di febbraio, e nel frattempo le rate vengono saldate. Ma giovedì 5 febbraio, dice la signora Mirella «notiamo dei malfunzionamenti all'impianto elettrico. Chiamiamo Eni e ci dicono che ci era stato fatto un dimezzamento per un insoluto di 1168 euro. Noi, però, quello che dovevamo pagare lo avevamo pagato!». I coniugi inviano all'azienda i fax dei pagamenti, e l'azienda risponde che la situazione sarebbe tornata alla normalità, ma sabato 7 febbraio, continua Mirella, «mi comunicano che volevano l'altro pagamento. Lo effettuiamo, ma il lunedì la luce non solo non è tornata, ci hanno anche chiuso il gas». Ll'azienda risponde che la coppia le deve ancora 900 euro. Come se non bastasse, ai coniugi arriva anche un'ingiunzione di sfratto. Il Comune, però, è intervenuto con un contributo di 700 euro, che convince Eni ad erogare i servizi. Comune e servizi sociali medieranno anche con Acer per quanto riguarda la situazione abitativa. «Desideriamo ringraziare sindaco, l'assessore Biagini e l'assistente sociale Emanuela Fato per l'aiuto ricevuto», dicono i coniugi.
Enrico Vincenzi
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