Sirem, 14 milioni per l’operazione CdC
Il presidente Bosi spiega l’intervento della newco, controllata da Sicrea, che salva i posti di lavoro
Vale 14 milioni di euro l’operazione che ha permesso il rilancio di Cooperativa di Costruzioni, storica realtà edilizia modenese, che oggi riparte con Sirem, la newco che domani subentrerà (tramite un’operazione di afflitto d’azienda) alla Cdc, che continuerà cosi la sua storia centenaria. La firma del contratto di affitto ci sarà domani «e dal 2 marzo – spiega Paolo Bosi, presidente della Sirem – la Sirem sarà operativa. Questo significa dare risposte alle committenze pubbliche e private di Cdc, oggi attualmente in ansia. A questi clienti, penso in particolare ai cantieri delle zone del terremoto, diciamo che da 2 marzo siamo pronti a ripartire».
Oggi la Cdc è in concordato preventivo, procedimento che proseguirà secondo i tempi tecnici consueti. Nel frattempo è subentrato l’affitto di azienda da parte di una newco, la Sirem srl, controllata dalla Sicrea, guidata dal giovane Paolo Bosi (38 anni), che è anche presidente della Sicrea di Reggiolo, azienda già capace di rilanciare anche la Orion di Cavriago (sempre nel reggiano). In sostanza – dopo l’azzeramento dei vertici di Cdc, una delle condizioni perché si potesse procedere con l’operazione di subentro – la Sirem sarà una costola vera e propria di Sicrea, tanto che il gruppo di Reggiolo trasferirà la sede a Modena, in via Repubblica Val di Taro, attuale sede della Cdc. L’operazione per dare vita alla newco vale complessivamente 14 milioni di euro e si compone di due parti: una prima parte riguarda la capitalizzazione di Sirem con l’ingresso del mondo cooperativo modenese nel capitale sia di Sirem che di Sicrea, attraverso un aumento di capitale pari a 2 milioni di euro (per la metà di provenienza modenese); i restanti 12 milioni di euro derivano invece dallo smobilizzo dei crediti. C’è poi il capitolo occupazione.
«Dal 2 marzo – prosegue Bosi – i 284 lavoratori di Cdc saranno trasferiti senza soluzione di continuità in Sirem. Non è un dato banale, ma è questo il modo tipico della cooperazione. Certo qualche sacrificio bisognerà farlo. Negli ultimi sei anni il comparto delle costruzioni ha perso il 50%. Per questo abbiamo chiesto che i lavoratori rinuncino ai benefici, i cosiddetti super-minimi, pur salvaguardando il contratto nazionale di settore e tutti gli inquadramenti». Nella prima fase, inoltre, i dipendenti che saranno a lavoro a tempo pieno saranno una settantina (su 284), per gli altri si ricorrerà alla cassa integrazione straordinaria a zero ore a rotazione, ma non si esclude che a breve – attraverso il meccanismo della riduzione dell’orario di lavoro – possa rientrare a lavoro già la metà delle maestranze complessive. «Il rientro – precisa Bosi – sarà graduale e ovviamente legato alla ripartenza dei cantieri». Attualmente Cdc ha all’attivo in tutta Italia 35 cantieri, per un valore pari a 150 milioni di euro; tra questi l’importante commessa per il Sant’Agostino di Modena.
«Un’operazione importante – dice Gianluca Verasani, direttore di Legacoop Modena ricordando come il mondo cooperativo sia tra i creditori di Cdc per un importo che ha superato i 10 milioni di euro».
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