Treno deragliato, avviata l’inchiesta
Per ora non c’è alcun indagato, ma il merci (privato) non doveva trovarsi sulla linea principale Bologna-Milano
Al momento non c’è ancora nessun indagato anche perché il pm Valentina Salvi è ancora in attesa di ricevere i documenti dalla Polfer, da Trenitalia e dalle Fs, sugli accertamenti per l’incidente ferroviario accaduto lunedì pomeriggio poco lontano dalla stazione di Rubiera, che ha provocato 8 feriti (fortunatamente non gravi), tanta paura per oltre un centinaio di passeggeri del treno Regionale R11419 Parma-Bologna che avrebbe dovuto arrivare a Modena alle 13.10, e soprattutto tanti disagi per migliaia di pendolari e di passeggeri sulla tratta nord-sud tra Milano e Bologna, rimasta interrotta fino a ieri mattina, con conseguenza anche per i treni a lunga percorrenza che sono stati dirottati da Bologna verso Verona-Milano e viceversa.
Solo ieri mattina, dopo le 4, la linea della Bologna-Milano, è stata liberata dai due convogli rimasti coinvolti nell’incidente di lunedì pomeriggio. E sulle cause dello scontro ci sono ancora numerosi accertamenti da svolgere, anche se - secondo le prime testimonianze e l’evidenza delle immgini - appare chiaro che il treno merci in manovra, che stava uscendo dal cosiddetto “Raccordo Terminal Rubiera” (che collega la stazione di Rubiera allo scalo merci della ditta Messina in riva al Secchia) è finito sulla linea principale della Bologna-Milano, fatto che, secondo i tecnici, non avrebbe mai dovuto accadere.
Alcuni carri-pianale portacointainer del treno merci, infatti, hanno urtato la prima carrozza del treno passeggeri, provocandone il parziale deragliamento e causando anche il distacco di un carrello che si è fermato a pochi centimetri dal ciglio del ponte ferroviario sulla strada provinciale 85 (quella che da Rubiera conduce a Fontana e Campogalliano) rischiando di piombare sulle auto in transito. Il resto del treno merci, invece, è “scivolato” sul raccordo (che dopo la stazione di Rubiera è in discesa e passa sotto la via Emilia) deragliando a sua volta. Anche in questo caso, c’è stato il rischio che i vagoni e i containers finissero nel greto del Secchia in piane, che scorre a fianco dei binari. Passata la paura ed effettuati i rilievi del caso, Fs ha iniziato la rimozione dei carri merci e delle due vetture del treno danneggiare con l’utilizzo di appositi “carrisoccorso” di Trenitalia e due gru stradali ed oltre cento tecnici. Le operazioni si sono concluse nella notte e, appunto, dopo i controlli sulla linea, il traffico ferroviario ha potuto riprendere regolarmente ieri mattina verso le 4.
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