«Un uomo buono, non lo dimenticheremo»
Dal sindaco ai parlamentari, tanti i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Lanfranchi
«Con la scomparsa dell’arcivescovo Antonio Lanfranchi, Modena perde un pastore che in questi anni difficili ha saputo sempre porsi a fianco della comunità modenese, in particolare dei più deboli, rappresentando un prezioso elemento di coesione». Così il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli ricorda lanfranchi. «Abbiamo perso un uomo di grande umanità, generosità e forza della fede – aggiunge Muzzarelli – che in questi anni nei suoi messaggi alla città ha spesso richiamato tutti noi alla responsabilità personale e all’attenzione per il bene comune. Lo ha fatto riflettendo in più occasioni sugli effetti della crisi, sulla disoccupazione che colpisce soprattutto i giovani, sul rischio di una riduzione dei servizi fondamentali andando a penalizzare i più deboli, sull’importanza di continuare a garantire il sostegno alle famiglie e alla dignità della vita».
Per Stefano Bonaccini, presidente della Regione, «la sua guida mancher alla comunità religiosa modenese e la sua voce a quanti abbiano apprezzato il suo impegno per la formazione e la crescita delle giovani generazioni, che in lui hanno trovato un prezioso punto di riferimento».
I parlamentari modenesi del Pd Davide Baruffi, Carlo Galli, Manuela Ghizzoni, Maria Cecilia Guerra, Edoardo Patriarca, Giuditta Pini, Matteo Richetti e Stefano Vaccari ricordano «con affetto le occasioni in cui abbiamo incontrato monsignor Lanfranchi, un uomo buono, che sapeva comunicare serenità e rigore. Abbiamo particolarmente apprezzato la sua costante attenzione alle tematiche educative e in generale l'attenzione rivolta al mondo dei giovani. La malattia lo ha fermato nel suo percorso pastorale, ma anche nell'affrontare una prova così dolorosa ha saputo essere di esempio».
«Monsignor Lanfranchi - affermano i segretari provinciale e cittadino del Pd Lucia Bursi e Andrea Sirotti - ha lasciato un segno nel cuore dei modenesi. Un uomo capace di trasmettere un profondo senso di umanità e di interpretare la sua missione secondo lo spirito dei tempi. Un vero pastore al servizio della sua comunità».
Il consigliere regionale di Forza Italia Enrico Aimi ricorda «l’impegno da lui profuso per arrivare alla beatificazione del seminarista martire Rolando Rivi, consentendo di ricostruire quella verità storica capace di compiere un importante passo avanti nella riconciliazione». Francesca Maletti, presidente del consiglio comunale, esprime il cordoglio «personale e di tutti i gruppi consiliari»: «Già durante l’ultimo anno, quando la malattia lo ha tenuto spesso lontano dalle attività pubbliche abbiamo sentito la mancanza dei suoi messaggi pieni di speranza e improntati alla coesione sociale, delle lettere aperte alla città ispirate a una visione non solo spirituale, ma concreta e fattiva della vita quotidiana e dei rapporti tra le persone».
Per il senatore Ncd Carlo Giovanardi «monsignor Lanfranchi è stato un pastore esemplare, un maestro di vita per il coraggio e la dignità con il quale ha affrontato la malattia. Rimarrà nella memoria dei credenti e dei non credenti come uno dei grandi Arcivescovi che hanno nobilitato la storia dell'Arcidiocesi».
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