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Auto blu: l’inchiesta arriva a Muzzarelli

di Carlo Gregori
Auto blu: l’inchiesta arriva a Muzzarelli

Le spese dell'attuale sindaco di Modena, allora assessore, e della Giunta Errani sotto la lente della Procura di Bologna. Si indaga per peculato

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Entra nel vivo l’indagine della Procura di Bologna sui presunti sprechi per le auto blu della Regione, nata da un esposto dell’ex “grillino” Giovanni Favia , all'epoca già espulso dai 5 Stelle. Il consigliere denunciò un utilizzo delle auto a noleggio "come una macchina di proprietà" attaccando in particolar modo l'allora assessore alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, ora sindaco di Modena.

La svolta è arrivata nei giorni scorsi, quando la guardia di finanza si è presentata in Regione per acquisire documentazione sull'uso delle auto blu della giunta nella scorsa legislatura, conclusa a luglio con le dimissioni di Vasco Errani. Le “fiamme gialle” stano indagando su delega dei pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari e la supervisione del procuratore aggiunto Valter Giovannini, in un'inchiesta per peculato a carico di ignoti, nata, come detto, da un esposto dell'ex consigliere 5 Stelle Giovanni Favia reso pubblico nel giugno scorso.

Favia, all'epoca del “dossier auto blu”, era già stato espulso dai 5 Stelle. Dopo un lungo lavoro di ricerca e un accesso atti che ha sempre lamentato come difficile, in una conferenza stampa Favia denunciò pubblicamente un utilizzo delle auto a noleggio «come una macchina di proprietà» prendendosela in particolare con Gian Carlo Muzzarelli.

Favia aveva calcolato che dal 2 luglio 2012 al 30 dicembre 2013, Muzzarelli aveva utilizzato l'auto Ncc 691 volte, con una media di 1,25 viaggi al giorno e una spesa di 111.210 euro.

Sempre Favia aveva parlato di 501mila euro come dato relativo alle spese del 2013 della giunta regionale per noleggiare auto blu private. Favia fu anche sentito dalla guardia di finanza. Ora, a quanto si apprende, gli inquirenti svolgeranno un accertamento generalizzato sui viaggi dell'ex Giunta Errani. Sotto la lente di ingrandimento, quindi, non ci sarà il solo Muzzarelli.

Il dossier di Favia in realtà conteneva molti prospetti e calcoli desunti dagli atti dei quali era venuto in possesso. Sotto accusa c’era un presunto uso indebito dell’auto a noleggio per il tragitto casa-lavoro e viceversa riservato a Muzzarelli. Dai documenti della Regione in possesso di Favia, per ben 175 volte Muzzarelli ha utilizzato un’auto Ncc (noleggio con conducente) per coprire esclusivamente il tragitto casa-lavoro, ovvero tra la sua residenza di Savignano e il suo ufficio di viale Aldo Moro: in pratica il 25,3% dei viaggi totali, per un costo medio di 83,72 euro per ogni viaggio: in tutto 14.652 euro. Un utilizzo che, sostiene Favia, Muzzarelli non poteva fare. Una delibera della giunta regionale (875 del giugno 2010) fissa le regole per l’uso delle auto blu per gli amministratori regionali e prevede che per il tragitto casa-lavoro siano ammissibili solo due tipi di rimborsi: mezzi pubblici oppure rimborsi chilometrici per aver utilizzato la propria auto.

Commentava Favia: «L’ex assessore sono certo ci spiegherà perché chiamava una macchina a noleggio con autista per venire a lavorare nel suo ufficio di Bologna o per tornare a casa. Se esiste un’altra delibera che lo autorizzava che ce lo dica. Io non l’ho trovata». La denuncia delle auto blu regionali è caduta in un periodo delicato per Muzzarelli: tra le primarie per la candidatura a sindaco di Modena e l’elezione stessa. Muzzarelli spiegò che il calcolo comprendeva non auto blu ma auto a noleggio e che aveva anche utilizzato la sua auto personale.

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