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PAVULLO

Alunno autistico assistito poche ore: condannata la scuola

di Carlo Gregori
Alunno autistico assistito poche ore: condannata la scuola

Il tar obbliga le istituzioni scolastiche a dare una copertura completa di assistenza a un bimbo autistico al quale era stata ridotta

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PAVULLO. Quel bambino è affetto da autismo grave e ha bisogno di un’assistenza scolastica totale. Non di undici ore come stabilito dalle autorità scolastiche. Per questo il Tar di Bologna ha accolto il ricorso dei genitori , ha annullato il provvedimento della Direzione didattica di Pavullo e obbliga a riformulare una nuova assistenza adeguata alla gravità delle condizioni di disabilità del minorenne al i là delle difficoltà finanziarie. È una sentenza che farà discutere in ambito scolastico, quella emessa dal giudici del tribunale amministrativo contro il Ministero, l’Ufficio Scolastico regionale, la direzione provinciale di Modena e la Direzione didattica di Pavullo.

Al centro dell’attenzione un alunno affetto da autismo anomalo riconosciuto che studia in un plesso di Pavullo. In ottobre gli sono state assegnate undici ore di sostegno didattico dopo una riunione. Tutti atti che, scrivono i giudici, hanno assegnato a questa scuola un numero di insegnanti insufficiente ad assicurare un adeguato sostengo scolastico agli studenti disabili gravi.

Il punto, rileva il Tar di Bologna, è che il bambino frequenta la scuola per 24 ore alla settimana ed è invece assistito per 11 ore. In questo modo viene commessa una violazione della legge con un eccesso di potere, affermano i giudici, che contrasta con il diritto all’istruzione e alla integrazione scolastica dei disabili come prevede la legge.

Ecco perché il ricorso appare fondato nella sua richiesta di annullare i provvedimento che dispongono le undici ore settimanali di insegnante di sostegno. Il fatto è che questo bambino è affetto da un handicap grave e i genitori nel ricorso hanno documentato le circostanze che giustificano un intervento assistenziale permanente e continuativo: è affetto da autismo atipico che non gli consente di partecipare a nessuna attività scolastica senza un insegnante che gli tenga desta l’attenzione e lo aiuti a comprendere ciò che viene insegnato. Undici ore non sono quindi adeguate alle sue esigenze. L’amministrazione scolastica, concludono i giudici, deve rivedere in monte delle ore di sostegno: averle diminuite non è affatto giustificato dalla mancanza di insegnanti o risorse finanziarie.

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