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Tumulato nella cripta vicino a S. Geminiano

Tumulato nella cripta vicino a S. Geminiano

In attesa di completare gli scavi archeologici nella cripta per creare lo spazio la salma a S. Cataldo

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Monsignor Antonio Lanfranchi resterà per sempre in quella che per 5 anni è stata la sua cattedrale da Vescovo di Modena e Nonantola. Entro poche settimane, infatti, la salma dell'arcivescovo sarà tumulata all'interno della cattedrale, nella cripta, poco distante da S. Geminiano.

Un onore che viene riservato ai vescovi legati in modo particolare alla nostra città o che, una volta terminato il servizio di pastore della diocesi, hanno deciso di rimanere a Modena. Lanfranchi resterà quindi in Duomo. L’ultimo ad avere questa collocazione è stato il suo predecessore anche è stato collocato monsignor Santo Quadri, di Bergamo, che aveva scelto di vivere a Modena. Nel frattempo la bara sarà provvisoriamente collocata all'interno del cimitero di San Cataldo.

La necessità di attendere qualche tempo prima di tumulare i lferetro è legata a particolari procedure che devono essere seguite per creare lo spazio dove creare la tomba. Di fatto si tratterà di veri e propri scavi archeologici che potrebbero anche riservare delle novità storiche. Accadde ad esempio, proprio in occasione della tumulazione di monsignor Quadri. In quella occasione emersero reperti dell'antico campanile della cattedrale altomedievale - precedente dunque l'attuale, costruita da Lanfranco dal 1099 - insieme a un pregevole fregio di età longobarda risalente all'VIII secolo e a un ossario.

Gli scavi esplorativi per la tomba di monsignor Quadri - realizzata a pochi metri dal corpo di San Geminiano - nella cripta hanno permesso agli archeologi di “ripensare", attraverso nuovi materiali, la cattedrale presente a Modena tra VIII e IX secolo, proprio grazie alle parti del basamento e ad alcune lastre scolpite medievali emerse nella stessa occasione. Il rinvenimento più significativo fuuna struttura quadrangolare, larga circa 3,3 metri e tagliata dalle fondazioni del Duomo, realizzata con materiali di reimpiego romani, da attribuire verosimilmente al campanile della cattedrale altomedievale la cui abside è stata individuata già nel 1919. Il bel fregio longobardo decorato è emerso insieme a frammenti lapidei e laterizi che costituivano la 'sottofondazione" del pavimento della cripta dell'XI-XII secolo collocato a 60 centimetri più in basso dell'attuale. L'ossario contiene i resti di due sepolture, una donna adulta di 40-50 anni e un giovane uomo.

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