Gazzetta di Modena

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Venturi si premia, è polemica

Il neoassessore alla sanità si assegna 22mila euro. Bonaccini: un atto obbligato

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Dopo quella sullo stipendio (pagato dall'Ausl di Modena, e più alto, anziché dalla Regione), una nuova polemica riguarda il neo assessore alla sanità dell'Emilia-Romagna Sergio Venturi, che ha fatto insorgere opposizioni e sindacati.

Venturi, in qualità di assessore, ha deliberato un premio da 22mila euro ai 17 direttori delle aziende sanitarie per saldare un debito lasciato in sospeso dalla precedente amministrazione. Si è auto-premiato: tra i beneficiari c'è anche Venturi stesso, fino a poco tempo fa direttore del Sant'Orsola.

Alan Fabbri, capogruppo della Lega Nord, ha chiesto al presidente Stefano Bonaccini e a Venturi di risolvere il conflitto d'interesse. «Venturi decida - ha detto - se vuole fare l'assessore alla sanità rinunci all'emolumento da direttore generale dell'Ausl, se vuole continuare a fare il medico liberi il posto in giunta, ma risolva immediatamente il conflitto di interessi del quale è volontariamente vittima. È uno scandalo che l'assessore sia contestualmente l'arbitro e il premiato».

«È immorale - ha detto Roberto Pezzani, segretario regionale della Fp-Cisl - che in un momento in cui i contratti della pubblica amministrazione sono bloccati da sei anni, in cui gli infermieri e il personale medico in prima linea sono costretti a doppi turni, a straordinari non pagati o non recuperati, a richiami dalle ferie e al blocco del turnover, le uniche risorse disponibili vadano a rimpinzare le tasche dei 17 direttori delle Ausl».

Il M5s propone di azzerare i premi ai 17 dirigenti. Il consigliere regionale Pd Giuseppe Paruolo manifesta «perplessità» e annuncia che chiederà conto allo stesso Bonaccini.

«Per il futuro può essere che cambieremo i parametri di valutazione; in questo caso abbiamo fatto una scelta che era dovuta, che ci siamo ritrovati. Vedremo - ha detto il presidente della Regione Stefano Bonaccini che ha poi aggiunto - non potevamo fare altrimenti che comportarci come abbiamo fatto: non avevamo gli strumenti per poter giudicare un lavoro non essendo noi amministratori in carica» a quel tempo.

«Abbiamo applicato esattamente una cosa che ci siamo ritrovati dalla giunta precedente - ha aggiunto Bonaccini - per altro, a partire dal sottoscritto e dalla gran parte dei componenti in Giunta, senza nemmeno avere gli elementi per poter giudicare i premi di risultato su anni in cui non eravamo protagonisti della stagione di governo».

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