«Bretella, salasso inutile e devastante»
Duro attacco contro il progetto autostradale dell’ingegnere Gianbattista Messori. E oggi si presenta la petizione popolare
Stamattina si presenta in municipio a Modena la petizione di iniziativa popolare contro la bretella Campogalliano-Sassuolo e ad intervenire è anche l’ingegner Gianbattista Messori, da sempre impegnato sul fronte ambientale. «Sembra che la tanto discussa bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo si farà, seguendo l'anestizzante pensiero unico da tempo sostenuto da associazioni di categoria e tradizionali forze politiche nonostante la nuova realtà viaria degli ultimi anni. Pertanto, chi riteneva che un Paese prostrato dalla crisi dovesse almeno rivedere le priorità degli investimenti pubblici, si dovrà ricredere, poichè la bretella è rientrata fra quelli di preminente interesse strategico e il rinnovo della concessione alla Società Autobrennero ha rappresentato l'anello di scambio per la realizzazione dell'opera tramite la società AutoCs per oltre 500 milioni, di cui 215 di contributo pubblico. Tale società (al cui vertice è stato collocato l'ex presidente della Provincia) rappresenta un'associazione di aziende tra Autostrada del Brennero e altre società costruttrici, in primis Pizzarotti e Coopsette».
Le verità non dette
«Il progetto risale a decenni orsono e nel frattempo è stata realizzata la superstrada veloce a 4 corsie Modena-Sassuolo a distanza di soli 5 km, oltre al potenziamento della Provinciale sulla sponda reggiana del Secchia. C’è poi stato il calo di produzione e traffico nel distretto ceramico con la creazione di stabilimenti esteri per l'internazionalizzazione del mercato. Pertanto, è presumibile che il vantaggio competitivo della bretella si ridurrà al recupero di qualche minuto nella percorrenza di un traffico pesante su gomma da sempre colonizzato dai vettori esteri, mentre proseguirà il caotico traffico di mezzi nel distretto (principale causa di inquinamento) per la mancanza di una logistica del trasporto per il completamento dei carichi, la spedizione via ferrovia delle merci e l'arrivo di materia prima. In passato è naufragato ogni progetto che avrebbe persino beneficiato dei contributi europei per la creazione di centri di raccolta e smistamento merce (progetto Demetra) e di potenziamento dello scalo di Dinazzano, mentre non verrà realizzato il collegamento ferroviario fra tale scalo e quello nuovo di Marzaglia. E la bretella non contribuirà neppure al recupero urbanistico di identità di cui Sassuolo fortemente necessiterebbe. Non solo: essendo la bretella a pagamento, il traffico abituale continuerà a riversarsi sull’attuale gratuita viabilità, col rischio che fra qualche anno la società concessionaria ricorra allo Stato per i mancati introiti rispetto al previsto traffico».
Devastazione ambientale
«C’è poi il devastante impatto ambientale, poichè la bretella sarà costruita a ridosso del fiume Secchia, attraversando zone molto vulnerabili dal punto di vista idrogeologico, due siti di importanza naturalistica e le zone di rispetto dei campi acquiferi di Marzaglia.Ciò grazie a una precedente Valutazione di Impatto Ambientale eseguita prima che fossero realizzati, sempre a Marzaglia, i poli estrattivi di ghiaia (i più grandi a livello regionale) e il nuovo autodromo di Modena su un'area in origine destinata a verde pubblico. Non essendo stata aggiornata, tale valutazione non ha tenuto conto degli ulteriori pesanti impatti sul territorio nel frattempo generati che molto probabilmente avrebbero pregiudicato la costruzione dell'opera. A parte un nuovo raccordo viario con lo scalo di Marzaglia, non sarebbe pertanto doveroso che la comunità modenese si chiedesse se la bretella autostradale possa ancora essere considerata indispensabile? Perchè investire soldi pubblici in infrastrutture stradali non più utili quando gli enti locali non sono nemmeno in grado di garantire la manutenzione ordinaria delle strade?Come giustificare tali devastazioni ambientali in un paese con il più alto spreco di territorio e motorizzazione per abitante e con un trasporto merci su ferrovia da terzo mondo?».
Le alternative
«I soldi pubblici non dovrebbero essere meglio spesi? Magari nell'estensione della rete ferroviaria a due binari al sud o in supporto alla crescita delle piccole aziende? O, per non rinunciare al contributo pubblico sul nostro territorio, in progetti più utili in termini economici e dell'occupazione, in aiuto alle zone terremotate, alluvionate e al recupero del territorio montano? E perchè non razionalizzare la logistica del trasporto nel distretto ceramico e il collegamento ferroviario fra gli scali merci di Marzaglia e Dinazzano? In realtà, credo stia maturando nell'opinione pubblica l'idea (pure in alcuni imprenditori ceramici) che la bretella sia superflua; idea che stenta a manifestarsi perchè non è opportuno e politicamente corretto dissociarsi pubblicamente dall'anestizzante pensiero unico. Ma il nostro Paese avrà un futuro solo se avrà il coraggio della verità».
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