In Libia resiste la Piacentini
La crisi in Libia si aggrava, la Farnesina ha caldamente raccomandato il rientro degli italiani in patria. Tra questi anche i lavoratori di imprese italiane. Ma non in tutto il Paese libico la...
La crisi in Libia si aggrava, la Farnesina ha caldamente raccomandato il rientro degli italiani in patria. Tra questi anche i lavoratori di imprese italiane. Ma non in tutto il Paese libico la situazione è identica. La Piacentini Costruzioni di Montale, dell'imprenditore modenese Dino Piacentini, infatti, prosegue anche in questi giorni il proprio lavoro. L'azienda è impegnata (insieme a diverse imprese del collegio edili di Aniem di Apmi, tra cui la Granulati Donnini spa di Modena e la Cesare Turchi di Rubiera) nei lavori per la ricostruzione e l'ammodernamento del porto libico di Al Zawra, nei pressi del confine tunisino:si tratta di una commessa importante, per un valore che si aggira intorno ai 37 milioni di euro. Ci si trova una zona “tranquilla”, se così si può dire. E così la trentina di lavoratori impegnati sul cantiere (di cui tre italiani) stanno proseguendo la loro attività.
Certo la situazione non è semplice, ma da valutare attentamente di giorno in giorno. Solo l'estate scorsa, a luglio, si ricorda il rapimento di tre dipendenti della Piacentini in Libia, tra cui un tecnico italiano (piacentino per la precisione), l'ingegnere Marco Vallisa di Cadeo (insieme ai due colleghi, il bosniaco Petar Matic e il macedone Emilio Gafuri), liberato quattro mesi dopo, a novembre. (f.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google