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IL DOTTOR SALA

«Sereno e lucido fino all’ultimo»

«Sereno e lucido fino all’ultimo»

Il medico ricorda Lanfranchi sempre consapevole della missione

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Gli è stato vicino nei momenti più critici, quando la malattia ha iniziato a depositarsi nelle pieghe più profonde del suo corpo per sancire, poi, il suo terribile esito.

Il dottor Francesco Sala, medico di famiglia, ha seguito monsignor Lanfranchi nelle diverse fasi in cui il male si è manifestato, sino all’ora di martedì in cui il religioso è venuto a mancare.

E anche il dottor Sala è rimasto particolarmente colpito dalla consapevolezza del presule, lucidissimo fino all’ultimo istante della sua vita, devoto ai suoi fedeli che lo ricambieranno sempre con un affetto non di circostanza, ma sincero e spontaneo.

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Un esempio di grazia sotto pressione che non è passato inosservato a chi ha potuto trascorrere al capezzale di monsignor Lanfranchi quei preziosi attimi, prima che si addormentasse nella morte «Non ha vissuto con rassegnazione gli ultimi mesi, anzi lui era ben a conoscenza del compito che doveva portare a termine e si comportava di conseguenza – racconta il dottor Sala, fuori dal Duomo, appena terminato il rito funebre, ricordando quei momenti trascorsi insieme al suo paziente speciale – Lui era consapevole della sua missione e non si è certo arreso per colpa della malattia. Nemmeno nei momenti maggiormente critici, durante il ricovero. L’arcivescovo si è completamente affidato a me e all’équipe di Ematologia guidata dal professor Luppi. E insieme abbiamo trascorso le ultime ore della sua vita. La consapevolezza del suo ruolo era ben presente in lui anche durante l’ultima mattinata: abbiamo parlato insieme della diocesi fino alla fine. Lui era lucido, sapeva che cosa gli stava succedendo, ma la serenità l’ha contraddistinto in ogni fase della malattia. La sua preoccupazione, sino al termine, è stata il lavoro che sentiva di dovere compiere tra i “suoi” fedeli”». (s.a.)

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