Gazzetta di Modena

Modena

Incendio doloso, distrutte oltre duecento rotoballe

di Daniele Montanari
Incendio doloso, distrutte oltre duecento rotoballe

Lama Mocogno. Ignoti hanno appiccato il fuoco nell’azienda agricola Manfredini Il proprietario: «Danni ingenti, un disastro: ho perso tutto il lavoro di un’estate»

2 MINUTI DI LETTURA





LAMA MOCOGNO. Perdere in poche ore il lavoro di un'estate. È un colpo tremendo quello inflitto a un coltivatore residente a Riolunato con l'incendio certamente doloso che gli ha distrutto 216 rotoballe accatastate in un campo, le cosiddette “biche”, alle Fontane di Barigazzo (Lama Mocogno). L'allarme è scattato nel cuore della notte: «Mi ha chiamato mio cugino alle 4 – racconta Giancarlo Manfredini in mezzo al fumo e alle fiamme che hanno insistito fino al pomeriggio di ieri – dicendomi che passando con l’auto aveva visto il fuoco nel mio campo. Sono andato subito e ho chiamato i pompieri, ma ormai non si poteva più salvare niente». La dinamica non lascia spazio all'incidente, di nessuna sorta: i due depositi di fieno attigui andati a fuoco, da 108 rotoballe l'uno, erano in un campo pieno di neve, in prossimità di una strada piccola e poco frequentata come via Castellaro e soprattutto coperti da telo ignifugo: «Mi era costato 500 euro – ricorda – proprio perché offriva la massima protezione. Abbiamo provato con i pompieri a dargli fuoco con l'accendino e non prende». E l'intenzionalità è confermata dal fatto che le altre due biche a pochi metri di distanza, ma nel campo del vicino, non sono state toccate. L'incendio è stato impressionante, e ha occupato per più di 10 ore i vigili di Pavullo, sul posto con due autobotti dalle 4 fin verso le 15. Del resto, con il fieno non si scherza e bisogna accertarsi che si sia consumata interamente la massa prima di lasciare il campo. «Ma il fieno – ribadisce Manfredini – può arrivare a bruciarsi da sé, per fermentazione, solo nei primi 40 giorni dalla raccolta. Dopo è assolutamente impossibile». Era il raccolto di questo podere che ha ereditato dai genitori, con una certa intraprendenza: Manfredini, in proprio dal 1984, è diventato a poco a poco uno dei principali commercianti di fieno dell'Appennino, ben conosciuto per la qualità del prodotto anche in pianura, tanto da rifornire anche aziende di Modena e Carpi, oltre a Palagano e Pavullo. L'impressione è forte nella piccola comunità locale: «Quel che è successo è terribile – commenta William Bianchi, proprietario del terreno confinante – già l'estate scorsa il lavoro è stato doppio per fare il fieno, perché pioveva sempre. Poi uno si ritrova a perdere anche quello che ha raccolto con così tanta fatica: un disastro». «Non ero assicurato – sottolinea Manfredini – ed è un danno da almeno 15mila euro. Ho fatto denuncia ai carabinieri. Non ho mai subito minacce né ho mai minacciato nessuno: ho sempre cercato di vivere tranquillo e invece mi è capitato questo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google