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Sindaci sul piede di guerra: «Così il governo ci affossa»

Sindaci sul piede di guerra: «Così il governo ci affossa»

ZOCCA. I sindaci dell'ex Comunità Montana Appennino Modena Est scendono sul piede di guerra. Bersaglio delle critiche da parte dei primi cittadini dei Comuni di Zocca (Pietro Balugani), Guiglia...

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ZOCCA. I sindaci dell'ex Comunità Montana Appennino Modena Est scendono sul piede di guerra. Bersaglio delle critiche da parte dei primi cittadini dei Comuni di Zocca (Pietro Balugani), Guiglia (Monica Amici), Montese (Luciano Mazza) e Marano (Emilia Muratori) è il Governo per i continui tagli finanziari ai piccoli Comuni a fronte, invece, di un aumento di nuovi balzelli. «Gli ultimi provvedimenti finanziari adottati dal Governo - si legge in una nota firmata dai quattro sindaci - hanno messo in ginocchio i Comuni piccoli, in particolare quelli montani che hanno un grande territorio e una piccola popolazione». Tra i sindaci serpeggia un forte malumore e sale la preoccupazione per come far quadrare i conti e predisporre i bilanci 2015. Balugani, Amici, Mazza e Muratori sottolineano che «sono state introdotte nuove forme di tassazione che obbligano i Comuni a fare gli esattori per lo Stato». Il documento aggiunge che «i tagli ai Comuni sono stati fatti in modo lineare, senza differenze tra quelli spreconi e quelli che hanno da sempre adottato un comportamento virtuoso. È una logica che non si può più tollerare, quelli virtuosi fanno fatica a sopravvivere». «Non si sta parlando di tagli modesti ma di cifre importanti che per i Comuni dell'ex Comunità Montana Appennino Modena Est sono dell'ordine di 300mila euro per Montese, 200mila euro per Zocca e 160mila euro sia per Guiglia che per Marano; cosa che per bilanci come quelli dei nostri Comuni hanno un impatto pesantissimo». Balugani, Amici, Mazza e Muratori sostengono con forza che «anche secondo la Corte dei Conti, ai Comuni è stato chiesto uno sforzo di risanamento non proporzionato all'entità delle risorse e la strada sarebbe quella della fusione, al di là di come la pensino Comuni e cittadini». I sindaci sottolineano che «mentre stiamo cercando di predisporre il bilancio di previsione 2015 ci stiamo accorgendo quanto sia difficile riuscire a trovare le condizioni di equilibrio del bilancio in quanto, di fronte ad una spesa corrente praticamente invariata, le entrate sono state ridotte nei trasferimenti dal Governo nel capitolo del fondo di solidarietà». I quattro sindaci concludono che «ci vediamo costretti ad aumentare tasse e tariffe e a tagliare i servizi: stiamo arrivando a un punto in cui non ci sono più condizioni per un bilancio politico ma solo tecnico che potrebbe gestire anche un commissario».

Andrea Ghiaroni

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