Tutto nasce da uno spin-off dell’ateneo
«Una medicina personalizzata con cui il paziente torna in salute». Graziella Pellegrini ha illustrato così la terapia approvata ieri che nasce a Modena nel centro di Medicina Rigenerativa che...
«Una medicina personalizzata con cui il paziente torna in salute». Graziella Pellegrini ha illustrato così la terapia approvata ieri che nasce a Modena nel centro di Medicina Rigenerativa che continua ad essere un vero e proprio fiore all’occhiello che permette a Modena e ai suoi ricercatori di lavorare in condizioni che tutto il mondo ci invidia.
Si stima che in Europa ci siano meno di mille persone all’anno che possono necessitare una terapia per incidenti sul lavoro, domestici o per aggressioni con agenti chimici. Esami scientifici hanno attestato un completo recupero nel 76,6% dei casi. Il primo passo è la biopsia. Entro un giorno dal prelievo il tessuto arriva al Cmr. Lo sviluppo della terapia richiede alcune settimane. Scelta la data del trapianto, Holoclar è inviato entro trentasei ore. Una parte del tessuto è congelata per un eventuale secondo intervento. «Abbiamo scoperto che servono almeno tremila cellule staminali per innesto - ha ripreso Pellegrini - non mi riferisco al metodo Stamina, un punto fuori curva, un trabocchetto. Le terapie miracolose non esistono». «Non c’è una cellula staminale - ha ribadito Michele De Luca - ci sono le adulte, le embrionali e le pluripotenti indotte. La ricerca deve continuare su tutti e tre i tipi». Le attività al Cmr proseguono. Il team sta lavorando a una terapia genica per curare l’epidermolisi bollosa o “sindrome dei bambini farfalla”. Promettente un’applicazione su due pazienti. Allo studio anche nuovi protocolli sperimentali e clinici con altre cellule staminali degli epiteli di rivestimento come congiuntiva, uretra, mucosa orale ed epiteli respiratori. (g.f.)
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