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Via Carteria, terra di nessuno: coprifuoco e degrado che avanza

di Stefano Totaro
Via Carteria, terra di nessuno: coprifuoco e degrado che avanza

Ieri assalto ad un cantiere per rubare e tossici in strada. Frequenti scippi e furti in serie nei garage Chi abita e chi lavora in zona lamenta il poco passaggio, il vuoto di sera e l’illuminazione assente

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«Ho aperto la finestra, mi sono affacciata e proprio sotto casa ho visto due tossici che si facevano: uno aveva il laccio e la siringa, l’altro aveva in mano una bottiglia di liquore. Non è stato un buon inizio di giornata... Sono scesa e ho incontrato uno dei tecnici che operano nel cantiere che opera sia in via Bonaccorsi che in via Leodoino. Mi ha raccontato che i due erano riusciti ad entrare all’interno del cantiere e avevano preso di mira un camion. Hanno rovistato e poi hanno trovato le catene da neve. Le avevano già prese ma qualcuno li ha visti e allora hanno mollato tutto per terra e sono scappati». Così una residente di via Bonaccorsi, la strada che da corso Canalchiaro si infila in via Carteria: è l’episodio più fresco, l’ultimo di una serie nera che da qualche tempo caratterizza la zona. C’è via Carteria come spina dorsale e ai lati le varie traverse, più o meno simili come tipologia: cade del centro storico, alcune ristrutturate, garage e scantinati, negozi e attività artigianali. Negli ultimi tempi, dicevamo, due scippi in rapida successione a persone anziane che stavano rincasando in bicicletta, visite assidue nei garage e negli scantinati dove spariscono biciclette e piccoli elettrodomestici, atti vandalici contro le auto, come il filotto di vetture danneggiate sempre in via Bonaccorsi per rubare spiccioli e navigatori ormai antichi.

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Come vivono tutto questo chi abita e chi lavora in queste strade? Si tratta di un’area che occupa buona parte del cuore della città, raggiunta nel tempo da vari progetti del Comune, dalla rinascita dell’ex caserma Santa Chiara alla creazione della via degli artisti in Carteria, ma che non è mai riuscita a brillare di luce propria, diventando una attrazione, attirando il passeggio.

E se di giorno è fin troppo tranquilla, con l’avanzare dell’oscurità le strade diventano vie nel deserto, facile ritrovo per malintenzionati.

Simona Miglioli, negozio Grilli in testa, nel tratto di Carteria vicino all’Emilia: «Vengo da via Badia, dove pure lì il passaggio è molto scarso. Qui il problema è quello comune a tante vie del centro storico: poca illuminazione, coprifuoco nelle ore serali. Almeno ho vicino la bottega del barbiere, gestito da una famiglia carinissima di tunisini. Spesso ci sono persone all’esterno, insomma, una sorta di protezione». L’orefice all’angolo, Roberto Barbanti, oltre a lanciare l’idea di una pedonalizzazione dell’area, spiega come «i furti di biciclette sono al’ordine del giorno. A me l’hanno rubata chiusa davanti al negozio, ad una mia cliente è sparita non appena è entrata. Sotto al portico ci sono dei cassonetti e adesso fanno a gara a chi lascia la roba per terra oppure vi va a fare i bisogni. E poi l’assurdo “via vai”: o non passa nessuno oppure arrivano auto a forte velocità e prima o poi qualche pedone finirà sotto le ruote. I mezzi pesanti si incastrano in questo tratto e le mie coperture esterne vengono sempre danneggiate».

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Inforcando il porticato c’è la passerella delle attività artigianali creative, studi di design, gallerie, laboratori, il centro La Scossa, il market gestito da orientali. «Facile dare la colpa al market se di sera tardi si creano capannelli di stranieri - commenta Massimiliano Zambelli del negozio 11 Work - interroghiamoci piuttosto sul fatto che in tutto il centro non ci siano più negozi di alimentari piuttosto di puntare il dito contro chi, per lavorare, sta aperto dalla mattina alla sera. Qui il problema è la prevenzione: sarebbe necessaria una maggiore illuminazione e un passaggio di auto di forze dell’ordine non otto volte il giorno dopo che è successo qualcosa. Basterebbe un passaggio, anche uno solo, ma ogni giorno e per un po’ di tempo». Ashraf Kouam, residente: «Da quando è stata collocata la telecamera davanti al caffè Malagoli, la situazione è migliorata. E poi sono stati effettuati alcuni arresti che hanno dato subito i loro frutti: mi riferisco ad uno spacciatore e al blitz in una casa dove esercitavano alcune prostitute rumene. La zona è più tranquilla ma la microcriminalità si aggira e in queste vie è facile che colpisca». Stefano Bonfreschi, pittore: «Siamo rimasti tutti colpiti dai due scippi. Qui manca il passeggio, di sera è coprifuoco, di giorno “si dorme”». Cesare Malagoli, storico baluardo della via: «Continuiamo tutti a chiederci come mai ci sono appartamenti, edifici ristrutturati da anni che vengono lasciati vuoti. Mi riferisco a quello all’angolo, vicino al mio bar o a quelli vicino alla chiesa. È ora di dare vita a questa zona, buia di sera e poco frequentata di giorno. È chiaro che poi succedono episodi come i furti nei garage, gli scippi, i tossici che si bucano in strada. Attorno a Santa Chiara e anche dentro ormai i bivacchi sono all’ordine del giorno».

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