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Alcol al volante: per 1500 modenesi via ai lavori sociali

In due anni in tanti hanno scelto impieghi di pubblica utilità in alternativa alla via giudiziaria e, nei casi gravi, al carcere

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L’alternativa alla pena per chi ha superato la fatidica soglia anti-alcol? A Modena e provincia arriva con i lavori di pubblica utilità che in due anni di applicazione ha offerto un’alternativa alla strada giudiziaria e al carcere.

Per l’Ausl, che da sola nelle sue strutture ha offerto un’occupazione temporanea a 564 persone dal giugno 2012, da quando è entrata in vigore la convenzione con il Tribunale, l’applicazione delle misure di recupero è stata un’occasione pr stabilire rapporti nuovi con i cittadini. E lo stesso è accaduto per l’altra decina di associazioni, dall’Aci alle pubbliche assistenze. Di qui la necessità di una sintesi e di uno scambio d’esperienze che ieri pomeriggio ha visto i pionieri di questa innovazione che ha coinvolto quasi 1500 modenesi.

Il fatto è che la soglia dello 0,50, ovvero cinque grammi per litro, sin dall’inizio aveva fatto storcere la bocca a molti perchè a migliaia sono incappati nelle maglie dei tribunali per poco più di un bicchiere di vino e birra a pasto. La battaglia tra i crociati del “no alcol” e i moderati ha portato alla soluzione ancora in vigore, quella per cui c’è una soglia intermedia, da 0,5 a 0,8, in cui si paga una multa mentre oltrepassato il limite scatta la sospensione della patente, la multa e la denuncia. Oltre 1,5 resta sempre la confisca della vettura anche se la prassi della giurisprudenza ha reso meno bruciante l’esproprio di fatto delle quattro ruote; in pratica il veicolo viene affidato in custodia al proprietario con i sigilli e l’obbligo di non usarlo. E a fine procedura, terminati i giorni di lavoro di pubblica utilità, si estingue il reato e la vettura torna disponibile.

«Da noi sono arrivati anche guidatori che all’esame etilico avevano una percentuale di 0,89, una frazione minima sopra il limite - spiega Cinzia Zanoli, responsabile dell’Ufficio Tutele dell’Ausl - Però la legge è legge e le sanzioni sono molto severe. Per quanto ci riguarda elaboriamo assieme ai diretti interessati dei piani di lavoro tenendo conto della loro professionalità e poi troviamo una mansione idonea. Al termine del periodo previsto dalla sentenza il reato è estinto e si può chiedere la cancellazione dalla fedina penale della pena. Per i giovani questo è un aiuto fondamentale perchè al momento dell’assunzione i datori di lavoro verificano i carichi penali pendenti».

«La messa alla prova per adulti è una sfida - aggiunge Massimo Marcon, direttore delle attività socio sanitarie dell’Ausl - Forse siamo l’ente con più richieste perché siamo presenti in tutta la provincia e con 7 mila dipendenti rappresentiamo una realtà che può offrire molte opportunità d’inserimento lavorativo. Piccola manutezione, supporto nei settori della logistica, dei magazzini piuttosto che nel lavoro amministrativo: per tante persone si tratta di alternative concrete».

Ma qual’è l’identikit di chi partecipa ai lavori di pubblica utilità? «Stiamo cominciando a studiare le schede, ma sinora abbiamo solo un piccolo campione del totale - dice il sociologo Domenico Sarno - Nella quasi totalità sono maschi, in grande maggioranza sotto i 40 anni. I giovani sono la maggioranza e il 20% arrivano per recuperare le infrazioni legate alla guida sotto l’effetto di stupefacenti. Titolo di studio? La metà ha il diploma, uno su cinque è alla ricerca di un’occupazione».

Saverio Cioce

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