Gazzetta di Modena

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Ciliegia sempre più internazionale

Vignola. Mercoledì convegno con esperti anche esteri. Presto si parte col museo

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VIGNOLA. Dopo quattro anni dalla sua prima edizione, Vignola si appresta ad ospitare, durante tutta la giornata di mercoledì, un convegno nazionale sul ciliegio, che richiamerà esperti di fama internazionale. Ma non solo: il sindaco Mauro Smeraldi ha promesso che presto (l’obiettivo è di farlo durante la prossima campagna cerasicola) sarà posata la prima pietra del Museo della Ciliegia, mentre in corso di avanzata valutazione è la nascita, in via Ca’ Barozzi in un fondo di proprietà dell’Università di Bologna, di un centro di innovazione internazionale per la frutticoltura, dove non solo le ciliegie ma anche altre varietà di frutta potranno essere studiate e migliorate all’insegna dell’innovazione varietale.

Queste novità sono state presentate in municipio alla presenza del sindaco di Vignola, Mauro Smeraldi, dell’assessore all’ambiente, Erio Ricchi, del vicepresidente della Fondazione di Vignola, Giuseppe Pesci, di Stefano Lugli, docente al Dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università di Bologna, di Piero Augusto Nasuelli, direttore dell'Azienda Agraria dell'Università di Bologna e di Walter Monari, direttore del Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola. Riguardo al convegno di mercoledì, che si svolgerà al castello di Vignola dalle 9,30 alle 17,30 e sarà in diretta streaming al teatro Fabbri, saranno due le sezioni: la prima sulla qualità, con focus sulle varietà migliori e i sistemi di allevamento, la seconda su un problema che da un paio d’anni affligge i ciliegeti del centro nord Italia: la Drosophila Suzuki, un moscerino in grado di danneggiare irrimediabilmente i frutti, facendoli marcire.

«Era maturo – ha commentato Stefano Lugli – il tempo di organizzare un nuovo appuntamento di aggiornamento tecnico». Walter Monari si è augurato che si concluda, in tempo per la campagna 2015 l'iter burocratico per l'inserimento nel Disciplinare dell'Igp delle varietà che ne erano rimaste escluse, in modo da potere marchiare Igp non più il 28% ma fino al 60 - 70% delle ciliegie». (m.ped.)

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