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Il fucile non era a salve

Il fucile non era a salve

Colpo al distributore di via Vignolese, inquietanti retroscena

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ll rapinatore non aveva sparato a salve. Le armi, un fucile a pallettoni a canna corta e una grossa pistola, erano vere così come vero era il colpo esploso. Sul soffitto della copertura esterna del piazzale del distributore di metano che si trova sulla via Vignolese c’è l’inequivocabile segno, la “rosa” lasciata dai pallettoni. La Scientifica, l’altro giorno, ha trovato il bossolo o meglio la cartuccia vuota, di colore bianco, vicino alla cancellata, finita lì quasi seguendo una linea perpendicolare da dove è partito lo sparo. Questa “scoperta” fa meditare sulla pericolosità, sulla gravità dell’episodio: una rapina a mano armata compiuta da due banditi che, forse pieni di cocaina e quindi alterati e aggressivi, non hanno esitato a sparare colpi veri, a puntare l’arma, un fucile a pallettoni, contro i benzinai che stavano lavorando. Un’azione criminosa durata circa un minuto, verso le 19, quando il distributore in via Vignolese, poco dopo la rotonda del grappolo, era pieno di gente che stava facendo il pieno. «Sulle prime anche noi avevamo pensato che si trattasse di un colpo a salve, perché tutti avevamo sentito un grande botto e nient’altro - dicono al distributore - poi abbiamo notato il segno dello sparo sul soffitto. Questi erano dei fuori di testa. Se un cliente avesse messo in moto per scappare, se uno avessi urlato, oppure reagito. Insomma se qualcosa fosse andato storto ci scappava il morto, di sicuro». Come si vede nel filmato del sistema di videosorveglianza, visibile sul sito internet della Gazzetta, si nota la Fiat Marea arrivare nello spiazzo. Uno dei due banditi, lato passeggero, scende e spara sollevando appena la canna verso l’alto, poi punta il fucile verso uno dei tre addetti che stavamo effettuando i rifornimenti. Urlano di gettare i marsupi, i borselli per terra.

«Il mio collega - spiegano al distributore - era vicino al bandito che guidava. Ha visto che questi aveva una grossa pistola e che gliela stava puntando addosso. Allora si è messo a correre, togliendosi il marsupio, ma è caduto rovinosamente, picchiando per terra con la spalla. Si è rialzato ed è corso fuori. L’altro mio collega è corso fuori dal distributore ed è finito nel fosso, dove fra l’altro c’era l’acqua. Anche lui è caduto. Il terzo benzinaio è rimasto con le braccia alzate, sotto il tiro del bandito che gli ha puntato il fucile contro».

Alla fine il banditi hanno raccolto i borselli con le banconote e tante monete e sono scappati, passando dalla rotonda del grappolo (telecamere in funzione? Pare di no e se funzionano puntano in modo particolare il grappolo). Un’azione eclatante, pericolosa, violenta, per neanche 600 euro di bottino. I due benzinai, sia quello caduto subito sia quell’altro scivolato invece nel fossato, hanno riportato entrambi una frattura all’altezza della spalla, uno a destra, l’altro a sinistra.

Stefano Totaro

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