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Agnoletto boccia il progetto Modena ovest

di Stefano Luppi
Agnoletto boccia il progetto Modena ovest

Secondo l’architetto dell’ateneo bolognese intervento “vecchio, non strategico e con costi troppo alti”

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Bocciato su tutta la linea: vecchio e poco strategico per la città, in soldoni un'occasione persa. È quanto pensa Matteo Agnoletto, professore associato in composizione architettonica presso il Dipartimento di Architettura dell'Università di Bologna, dell'annunciato progetto di riqualificazione comunale dell'area della ferrovia storica a Modena ovest. Agnoletto è modenese e ha in passato collaborato con il Comune: la sua opinione, dopo avere visto i disegni di come sarà l'area quando le ferrovie elimineranno i binari non più usati dalla linea Piacenza-Bologna, è che intorno a San Cataldo occorrerebbe fare tutt'altro. «Ho visto i disegni colorati del Comune - spiega Agnoletto - e devo dire che si sta perdendo un'occasione storica per favorire davvero la mobilità locale e creare collegamenti seri con la stazione dell'alta velocità Mediopadana di Reggio e con Parma. Qui parliamo di mobilità leggera e avrebbe senso utilizzare i vecchi binari non più usati, altro che dismetterli per fare un parco così come l'ha immaginato il Comune: la nostra città e le altre emiliane sono le più inquinate d'Europa e occorre ridurre il traffico veicolare. Invece il Comune non l'ha detto, ha solo assicurato che sotto il cavalcavia passano autobus e bicicletta e sopra passeranno le auto. Cosa risolviamo in questa maniera?». Ma Agnoletto dopo avere studiato i disegni si è fatto una idea differente anche rispetto al tipo di area verde immaginata dall'amministrazione. «Il disegno del parco - continua l'architetto - è troppo disegnato, ossia sono previste troppe rotatorie, aree aiuole e quant'altro. La nostra città ha una grande tradizione nella realizzazione dei parchi, soprattutto grazie allo straordinario lavoro fatto da Cesare Leonardi e Franca Stagi, mentre qui si scegli di andare in altra direzione. Il Comune vuole invece fare un parco molto pesante che tra l'altro sarà anche complicato controllare e manutenere, non mi paiono temi da sottovalutare. Ci saranno costi troppo alti, ci conviene?». Agnoletto non dice, ovviamente di lasciare le cose come stanno: «Propongo una riflessione - conclude - che porti alla realizzazione dei cosiddetti parchi agricoli, una sorta di sfondamento della campagna urbana nella città. Lo fanno ormai da anni in Germania e in Francia mentre in Italia ci sono esempio già realizzati o in corso di creazione a Milano e a Bologna. Tra l'altro il parco agricolo, la campagna, si lega bene alle scelte che sta imponendo il tema dell'Esposizione universale. Ne godrebbero in questo modo anche le aree residenziali e quelle vicine al cimitero di San Cataldo. Purtroppo su questi temi a Modena manca una visione strategica d'insieme e si ragiona solo per comparti, ma davvero metto in guardia rispetto al disegno diffuso dal Municipio». Al posto delle rotaie il Comune ha immaginato invece un percorso riservato a pedoni, ciclisti e mezzi pubblici con soluzioni tecniche che consentano di realizzare un vero e proprio parco lineare. Il sindaco Muzzarelli dice che le soluzioni previste saranno «efficaci per la mobilità cittadina, ambientalmente sostenibili e concretamente realizzabili». Il primo cittadino parla anche di «diagonale verde per la mobilità», utilizzando in maniera concreta i dieci chilometri dell'asta dismessa della linea ferroviaria storica dall'area di viale Montecuccoli, nei pressi della stazione ferroviaria, fino alla Fiera di Cittanova passando per la via Emilia alla Madonnina, l'area del Villaggio artigiano e il polo scolastico di via Leonardo da Vinci.

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