La minoranza: «La città non resti senza teatro»
L’ex sindaco Caselli: «La disdetta un errore. La giunta non ha ancora fatto nulla» La replica: «I lavori durerebbero almeno due mesi e il contratto scade tra 5»
SASSUOLO. La scelta del Comune, rescindere il contratto di affitto con la proprietà del teatro Carani e allo stesso tempo chiedere un incontro per trovare una nuova via di salvataggio e valorizzazione della sala, non piace e non convince le opposizioni, specialmente la lista dei Sassolesi dell'ex sindaco Caselli, che alla chiusura del teatro ha ripetutamente dedicato interrogazioni e interventi. Camilla Nizzoli chiede una seduta straordinaria del consiglio comunale aperta alla città «con la presenza di tutte le parti interessate: proprietà, vigili del fuoco, tecnici. Una città senza teatro è un concetto anomalo a cui il sindaco dovrebbe porre rimedio, mi sembra che oltre a numeri e tabelle ci voglia coraggio per mantenere fede ai propri impegni». Lapidario Luca Caselli: «In otto mesi la giunta Pistoni ha messo le tasse al massimo, riaperto la moschea, lasciato la città devastata da una nevicata di due giorni, chiuso i parchi un mese, chiuso il Carani, aumentato di 20 milioni il debito di Sgp. E non ha fatto nulla di quello che aveva promesso entro i 6 mesi».
Ovviamente la tesi del Comune, è ben diversa: «Il problema – chiarisce ancora il municipio - non sono tanto i soldi dell'intervento o i cinque mesi risparmiati disdettando ora il contratto di affitto. Il fatto è che il 15 luglio il contratto sarebbe comunque scaduto e il teatro sarebbe tornato nella disponibilità della proprietà. Continuando a pagare l'affitto e intervenendo ora con i lavori, il Comune avrebbe speso inutilmente soldi dei sassolesi per un teatro inutilizzabile visto che i lavori sarebbero durati da 2 a 4 mesi (e il contratto valeva ancora solo per 5 mesi). L'invito alla proprietà ad un incontro va in questa direzione: accordandosi per un periodo più lungo d'affitto si può ragionare su una sistemazione».
Spiegazione che il centro-destra non accetta: «Dove sono finite le altisonanti promesse di un rinnovamento culturale a Sassuolo – chiede l'ex assessore alla cultura Claudio Corrado - dopo gli anni dell’oscurantismo con la giunta Caselli? Ricordo che rassegne, spettacoli e nuovo lustro al Palazzo Ducale sono punti indiscutibili dell’amministrazione di centro-destra della quale facevo parte; il resto sono chiacchiere, quello che sta accadendo con la vicenda Carani è paradossale. Questo modo poco chiaro di affrontare la questione del Teatro da parte della giunta Pistoni mi rammarica, senza entusiasmo e vivacità culturale la città muore. Si conoscevano da tempo i danni per la parziale caduta del controsoffitto perché rimandare una presa di posizione? La disdetta è un atto se vogliamo giusto, ma il tergiversare precedente e la mancanza di alternative sono imbarazzanti».
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