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Richetti: non andrò in pensione col culo coperto

Richetti: non andrò in pensione col culo coperto

Il deputato modenese lo ha dichiarato al programma “Klauscondicio”, condotto da Klaus Davi su Youtube spiegando di aver rinunciato al vitalizio

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MODENA. C'è di nuovo aria di derby tra Stefano Bonaccini e Matteo Richetti, stavolta sui tagli ai costi della politica. Il presidente dell'Emilia-Romagna è andato sugli schermi di La7 a rilanciate il pacchetto di tagli messo in campo dalla sua amministrazione, a partire dal taglio dell'indennità di fine mandato (sorta di tfr) che nel suo caso significa una rinuncia a «oltre 100.000 euro» nel corso del quinquennio. Ma sempre oggi è anche Matteo Richetti a dichiarare: «Non andrò in pensione col culo coperto».

Richetti, come riferisce una nota, l'ha detto nel corso dell'ultima puntata del programma “Klauscondicio”, condotto da Klaus Davi su Youtube. «Sono il primo parlamentare che ha rinunciato a un vitalizio maturato in otto anni per il valore di 700.000 euro», ha detto il deputato modenese ed ex consigliere regionale in Emilia-Romagna (nel 2014 si era candidato alle primarie Pd per la presidenza, ma poi ha preferito ritirarsi lasciando strada a Bonaccini).

«Secondo me - ha detto ancora Richetti - è una vergogna. Altri stanno raccontando di provvedimenti, ma poi si verificano posizioni scandalose nelle regioni per mille motivi istituzionali, legislativi, burocratici. Quando raggiungerò i 60 anni a differenza dei colleghi che sono stati consiglieri in regioni come la Lombardia, il Veneto, la Sicilia e la Sardegna, mentre loro andranno in pensione col culo coperto, io non ci andrò. Quindi da questo punto di vista bisogna fare di più».

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