Riempiamo la spesa della solidarietà
Bilancio positivo per l’iniziativa di Rock No War, Porta Aperta e Portobello per aiutare chi è in difficoltà
«Si può fare una grande malvagità, ma un’opera buona non si può farla altro che piccola», proclamava Tolstoj. Lo scrittore russo aveva proprio ragione, vien da dire, se si guarda all’iniziativa svoltasi lo scorso sabato in numerosi supermercati. Una confezione di riso, farina, pasta, olio e scatolame vario è infatti quanto Rock No War, Porta Aperta e Portobello – Emporio sociale di Modena hanno chiesto a quanti si recavano a fare la spesa. Obiettivo: incrementare i notevoli risultati dello scorso anno, quando vennero raccolte 45 tonnellate di generi alimentari. A tal fine è stato aumentato il numero di punti vendita coinvolti (43 postazioni tra Modena e provincia: a Carpi la Coop del Borgogioioso e Magazzeno, i Conad Pile e Quartirolo), per un totale di 500 volontari coinvolti che hanno consegnato ai clienti una lista degli alimenti da acquistare ed una borsa da riempire, invitando ciascuno a fare quanto nelle proprie possibilità. I prodotti raccolti quest’anno saranno destinati a un progetto in Zimbabwe e alle famiglie in difficoltà di Modena e provincia. Da quest’anno infatti sono coinvolti più da vicino anche Porta Aperta Carpi, Il Pane e le Rose - emporio di Soliera e Il Melograno - emporio di Sassuolo, per rendere ancora più capillare la redistribuzione dei prodotti. «Questo è il terzo anno in cui partecipiamo all’iniziativa grazie a Rock No War che ci coinvolge - spiega Alessandro Gibertoni del centro di ascolto Porta Aperta di Carpi – insieme all’associazione Africa Libera. I riscontri sono buoni: le persone sono sensibili a queste iniziative. Il momento è difficile per tante famiglie perciò forse, rispetto a qualche anno fa, è maggiore la difficoltà nel donare: a livello provinciale, oltre che nazionale, è infatti evidente l’aumento della povertà, con conseguente minore capacità di spesa anche per i prodotti di prima necessità». Il presidente di Africa Libera, Marino Malaguti a fine giornata fa un bilancio dell’iniziativa. «Sono state le donne, di ogni età, le più generose – afferma – in una giornata che ha visto donare oltre il 50% delle persone che hanno fatto la spesa, segno che in Emilia Romagna la solidarietà è ancora fortemente sentita». «Ormai si contano anche i centesimi – ammette Silvia, 42 anni, impiegata – ma sono riuscita a fare la mia parte, seppur piccola».
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