Stop a finte tessere e abusi: la svolta delle associazioni
Arriva una nuova autoregolamentazione, con formazione su alcol e droga, e contro le finte organizzazioni no profit: ecco la svolta di 10 sigle
MODENA. Più controlli su tessere e affiliazioni, sulla formazione, sulle finte organizzazioni non profit. Le associazioni anche a Modena provano a svoltare sul fronte trasparenza annunciando un nuovo codice di autoregolamentazione contro i circoli fasulli. In sostanza - come riportato da un’agenzia Dire, gli aderenti si impegnano a consentire l'accesso nei propri locali ai soli soci provvisti di tessera, a divulgare le proprie attività e iniziative evitando ogni riferimento alla somministrazione di alimenti e bevande, a limitare la pubblicità a pagamento sui media evidenziando sempre che le attività non sono rivolte a tutti i cittadini, ma «ai soli soci». i firmatari, inoltre, promettono di non concedere la propria affiliazione a realtà imprenditoriali già in possesso di licenza pubblica, impedendo così la trasformazione di un esercizio pubblico in associazione, e a realtà a cui è già stata negata o ritirata l’affiliazione per mancato rispetto delle leggi o delle regole associative. Il codice prevede anche attività di formazione sui rischi dell'abuso di alcol, droghe e gioco. Si punta anche a disincentivare la migrazione di una base associativa da un'associazione firmataria a un'altra, salvo accordi tra le associazioni coinvolte. Le associazioni, inoltre, si impegnano a fornire ogni anno al Comune di riferimento l'elenco dei propri circoli e dei presidenti.
Sono 10 le sigle (Aics, Ancescao, Anspi, Arci, Auser, Csi Carpi, Csi Modena, Endas, Us Acli, Uisp) che, insieme al forum provinciale del terzo settore, hanno scelto di aderire al codice provinciale di autoregolamentazione, già adottato a Reggio Emilia, Ferrara e Forlì. Si tratta di una proiezione del codice regionale promosso nel 2013 nell'ambito del progetto «associati con chiarezza», finanziato dalla Regione attraverso i contributi destinati alle associazioni di promozione sociale. Approva il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli: «Il mondo dell'associazionismo - dice Muzzarelli- ha un'importanza straordinaria per il benessere della società modenese. È vitale e mette in movimento energie preziose. Le nuove regole assicurano massima trasparenza e valorizzano i comportamenti virtuosi». Albano Dugoni, portavoce provinciale del forum terzo settore, riconosce in conferenza stampa, insieme con la presidente Arci Anna Lisa Lamazzi, che «a volte dietro al non profit virtuoso si nascondono i soliti furbetti». Stefano Gobbi, presidente del Csi Modena che a livello provinciale ha fatto da capofila alla sottoscrizione, ricorda che la riforma in atto è spontanea ed ora «è fondamentale che ciascuna associazione firmataria applichi al suo interno e nei circoli o società sportive aderenti il codice al fine di prevenire ogni forma di abuso».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
