Gazzetta di Modena

Modena

È la sola struttura ad avere ottenuto la certificazione per l’applicazione di terapie sia cellulari che geniche

Non puoi non notarlo. Per un Centro unico un design altrettanto inconfondibile che porta la firma dello studio Zpz Partners. Coerentemente con l'attività che ospita, le geometrie dell'esterno "a...

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Non puoi non notarlo. Per un Centro unico un design altrettanto inconfondibile che porta la firma dello studio Zpz Partners. Coerentemente con l'attività che ospita, le geometrie dell'esterno "a pelle di giraffa" si basano sulle formule matematiche che regolano la morfogenesi dei tessuti animali. Il Centro di Medicina Rigenerativa è un edificio di quattro piani per una superficie totale di 4mila metri quadrati. Il tutto finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con oltre 13 milioni di euro. I presupposti della nascita del Centro sono però da ricercare nell'istituzione della prima facoltà di Bioscienze e Biotecnologie italiana, fortemente voluta dal professor Stefano Ferrari, a cui il Centro è intitolato. La nostra visita parte dall'ultimo piano che ospita, tra le altre apparecchiature, quindici centrali di trattamento aria per il mantenimento della contaminazione controllata nelle stanze per colture cellulari, una linea di generazione e distribuzione del vuoto, una centrale di produzione e distribuzione di acqua purificata, un generatore di corrente elettrica di emergenza per garantire continuità di servizio in caso di black-out. Tutto ciò che accade tra queste apparecchiature viene controllato nella “stanza dei bottoni” abitata da numerosi computer costantemente controllati 365 giorni su 365, 24 ore su 24: se qualche parametro, all'ultimo piano, non ritorna, scatta l'allarme. E viene posto immediatamente rimedio. Scendendo, possiamo sbirciare dal buco della serratura, la grande officina farmaceutica con 17 stanze per colture cellulari indipendenti e interamente dedicate alla preparazione di colture cellulari destinate alle applicazioni cliniche in terapia cellulare e terapia genica e alle sperimentazioni cliniche, controllo qualità e preparazione dei terreni di coltura. Ogni stanza è fornita di incubatori per coltura cellulare a temperatura, umidità relativa e concentrazione di anidride carbonica controllate; frigoriferi e freezer per la conservazione di reattivi; cappe a flusso laminare per la lavorazione di cellule e tessuti in ambiente controllato; centrifughe e citocentrifughe, bagnetti termostatici, microscopi. Al di fuori dei laboratori classificati sono presenti attrezzature accessorie quali frigoriferi e freezer ultra-low per il precongelamento di tessuti, crioconservatori a vapori di azoto liquido, cappe chimiche, centrifughe, microscopi. Sono inoltre presenti reparti per la selezione dei materiali in ingresso e in uscita, laboratori di controllo istologico e locali di lavaggio e sterilizzazione e terminali dei sistemi di controllo e monitoraggio. Il secondo piano è invece dedicato a laboratori per la ricerca di base: 400 metri quadri di stanze per colture cellulari e per il trasferimento genico e di circa 600 metri quadrati completamente equipaggiati per attività di biochimica, biologia molecolare, microscopia confocale, immunofluorescenza, istologia, citologia. Il piano terra è dedicato ad uffici, amministrazione, magazzino e servizi; sono presenti anche un serbatoio di azoto liquido da 5.500 litri con annessa linea di distribuzione e una centralina di scambio di anidride carbonica a doppia rampa con annessa linea di distribuzione.(c.c.)

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