E nel futuro ci muoveremo con il... dirigibile
Domani l'Università di Modena presenta a Reggio Emilia un progetto di ricerca che ha studiato la fattibilità di un sistema di trasporto aereo tramite un dirigibile di nuova concezione in totale assenza di emissioni energetiche Servirà per trasportare persone e merci
Dal passato al futuro. Tornano i dirigibili e potrebbero essere l'alternativa ecologica per i trasporti dei prossimi decenni. Almeno ne sono convinti i responsabili del progetto di ricerca internazionale Maat (Multibody Advanced Airship for Transport) che ha studiato in questi anni un sistema non convenzionale di trasporto mediante dirigibili.
Si tratta del sistema di trasporto denominato cruiser-feeder, con un feeder capace di muoversi in verticale in prossimità del suolo che potrebbe ridefinire le nostre abitudini di trasporto, permettendo di decollare all’interno dei centri abitati senza scomodi trasferimenti verso lontani aeroporti.
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Il progetto di ricerca ha studiato la fattibilità di un sistema di trasporto aereo tramite un dirigibile di nuova concezione in totale assenza di emissioni energetiche: si è trattato non di un progetto avveniristico, ma di uno studio destinato a rivoluzionare il concetto di trasporto aereo, come evidenziano i risultati raggiunti dopo 42 mesi di lavoro
"Il cruiser, capace di muoversi lungo rotte prestabilite, e autosufficiente energeticamente mediante energia fotovoltaica, garantisce un livello di comfort e spazi a disposizione dei passeggeri impensabili per un trasporto aereo tradizionale. - spiega una nota dell'università - Il progetto permette di introdurre il nuovo concetto di “slow comfort transport” con una minore velocità rispetto agli aerei (200 km/h), ma con elevatissimi livelli di comfort".
Per presentare i risultati di questo studio domani si terrà un evento aperto al pubblico che illustrerà le prospettive in materia di aeronautica dirigibilistica.
Unimore, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, attraverso il Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria - sede di Reggio Emilia, ha coordinato questo progetto innovativo destinato a modificare il futuro del trasporto aereo.
“Il progetto – afferma il prof. Antonio Dumas di Unimore, coordinatore del progetto Matt - ha permesso un notevole lavoro tecnologico e scientifico, con lo stesso spirito pionieristico che animava i fratelli Wright o Gianni Caproni o Henry Coanda. MAAT si connota come un progetto di frontiera, un laboratorio di idee, similarmente a quanto è avvenuto negli anni precedenti il primo conflitto quando sono stati definiti i concetti base degli aerei che tutti conosciamo”.
Durante tutti questi mesi di lavoro il gruppo di ricerca internazionale ha affrontato un tema completamente nuovo: un dirigibile energeticamente autosufficiente capace di restare in volo per lungo tempo, connesso al suolo mediante un altro dirigibile, capace di portarsi alla quota di ricongiungimento mediante la sola spinta aerostatica senza il bisogno di propulsione tradizionale, se non per mantenere il proprio assetto.
“Unendo le diverse peculiarità, competenze e sensibilità dei partner – continua il prof. A. Dumas - il progetto ha permesso di sperimentare innovazioni sostanziali sia nei metodi di progettazione, sia nella definizione di nuovi concetti in tema d’immagazzinamento energetico che possono configurarsi come una ‘pietra miliare’ verso il futuro dell'aeronautica elettrica. Il Progetto Maat ha permesso di esplorare inoltre l’evoluzione dei materiali per i dirigibili del futuro così come di ‘inventare’ nuovi sistemi per il recupero termico; infine ha permesso di ridefinire gli spazi e i materiali della cabina in vista di un futuro trasporto a elevato comfort e a misura d’uomo e di concepire procedure di utilizzo dell'idrogeno ad elevatissimo grado di sicurezza. Tutti questi risultati sono riportati in numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste e/o presentati a congressi internazionali e gran parte di queste innovazioni contenute esplicitamente nel design finale del sistema sono già oggi possibili mediante soluzioni tecnologicamente disponibili”.
Il meeting finale del progetto si terrà domani, alle 10, presso l’Aula Magna “P. Manodori” del Palazzo universitario “G. Dossetti” (Viale Allegri 9) a Reggio Emilia, e si caratterizzerà come un momento di riflessione aperto al pubblico per mostrare i risultati conseguiti e le implicazioni sulle prospettive future nel settore aerospaziale. Interverranno tra gli altri il prof. Antonio Dumas di UNIMORE, coordinatore del progetto, il dott. Andreas Wiesinger, ufficio europeo che ha finanziato il progetto, i partner internazionali, il dott. Gaetano Bergami, Presidente Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio (CTNA) - Emilia Romagna, l’ing. Aimone Storchi, Presidente di Reggio Emilia Innovazione.
“Siamo particolarmente lieti – dichiara il prof. Eugenio Dragoni, Direttore del Dipartimento Scienze e Metodi dell’Ingegneria - DISMI - di presentare i risultati del progetto MAAT che ha visto il nostro Dipartimento coordinare un ambizioso lavoro di ricerca internazionale di altissimo livello. Iniziato nel 2011 e sostenuto a livello europeo, il Progetto ha permesso di esplorare idee innovative in materia di trasporto aereo. Questo ci rende particolarmente orgogliosi, perché vede riconosciuto quel lavoro su cui la nostra sede universitaria investe quotidianamente per incrementare la ricerca di base e applicata anche in collaborazione con Reggio Emilia Innovazione che, non a caso, è uno dei partner del progetto”.
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