Italcarni, richiesto il concordato
Carpi. Cgil: «L’azienda andrebbe in liquidazione e subentrano cooperative»
È stato richiesto il concordato preventivo per l’azienda carpigiana Italcarni, uno dei macelli suinicoli più moderni d’Italia con sede nella frazione carpigiana di Migliarina.
L’azienda è stata al centro di un accordo sindacale tra Italcarni e la mantovana Opas (Organizzazione di Produttori Allevatori di Suini) che ha garantito la continuazione dell’attività a Migliarina, dove sono occupati 300 addetti. In particolare dopo le trattative dell’autunno scorso, la cooperativa mantovana di allevatori Opas secondo gli accordi era subentrata mediante affitto d'azienda a Italcarni, con un piano industriale che prevedeva un numero di 700mila capi all’anno.
La crisi aveva infatti portato alla prospettiva della chiusura in tempi brevi. Si era per questo motivo reso necessario il ricorso agli ammortizzatori sociali per i 125 dipendenti diretti di Italcarni, in cassa integrazione straordinaria, e per i rimanenti soci o dipendenti di cooperative di manodopera coperti dalla cassa in deroga.
Finora il tribunale ha nominato commissario il dottor Alessandro Clò, ma si aspetta ancora l’ammissione al concordato.
«È stata concessa una proroga fino alla fine di marzo – spiega Erica Morselli, sindacalista di Cgil – Siamo quindi in attesa che il tribunale prenda atto della proposta di concordato preventivo con messa in liquidazione dell’azienda perché di fatto Italcarni cessa e, in suo luogo, subentrano varie cooperative. Questo, pur rimanendo, da quanto risulta al momento, il nome Italcarni. Opas prende le redini dell’azienda dal punto di vista finanziario e amministrativo, ma per il resto tutto il complesso dell’azienda rimane terziarizzato. Dopo l’accettazione della domanda di concordato da parte del Tribunale, dovremo affrontare l’iter dell’assemblea dei creditori» ha concluso Erica Morselli.
Nel frattempo va sottolineato che ci sarebbero aziende del settore che hanno manifestato la propria disponibilità per entrare in Italcarni.
Serena Arbizzi
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