Gazzetta di Modena

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La prof. Modena condannata a 4 anni

di Carlo Gregori
La prof. Modena condannata a 4 anni

Rinvio a giudizio per 28 imputati e 15 società, processo fissato a ottobre. Tre prosciolti tra i quali Cencetti, ex Dg Policlinico

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Quattro anni di carcere, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici (e quindi anche dall’insegnamento universitario), un anno di divieto nelle trattative con la pubblica amministrazione, niente provvisionale ma risarcimento da definire in sede civile, 60 euro di multa. Questa la sentenza di condanna già comprendente lo sconto di pena per la professoressa Maria Grazia Modena al termine del processo con rito abbreviato davanti al gup Andrea Romito. È una condanna per associazione a delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, truffa, falso. Il giudice Romito ha anche stabilito il rinvio a giudizio per i 28 imputati di “Camici sporchi”, la maxi inchiesta sullo scandalo di Cardiologia al Policlinico tra il 2009 e il 2012, quando il reparto era diretto dalla prof. Modena. In sintesi, tre proscioglimenti (non luogo a procedere) perché “il fatto non sussiste” e trenta rinvii a giudizio. La sentenza comprende anche tanti capi d’accusa caduti per 13 imputati. La sostanza, è che il Tribunale, nel primo grado per la prof. Modena e in questa udienza preliminare-fiume - una delle più lunghe degli ultimi anni, condotta con mano ferma e puntiglio dal giudice Romito - riconosce come valido gran parte dell’impianto accusatorio portato avanti dal sostituto procuratore Marco Niccolini in questa babele di nomi, incarichi e vicende che ruotano attorno a un’ipotesi generale: una serie di sperimentazioni abusive sui pazienti di Cardiologia con impianto di stent e apparecchi cardiologici concordati occultamente con i produttori e poi sponsorizzati artatamente in pubblicazioni scientifiche per ottenere in cambio denaro versato su una onlus creata ad arte. Di tutto questo si parlerà in aula a partire dal 28 ottobre, primo giorno di udienza.

«Non credo più nella magistratura», è l’unica frase pronunciata dalla prof. Modena dopo la condanna. I due difensori, Massimiliano Iovino e Luigi Stortoni, hanno già annunciato che ricorreranno in appello. La pena, ovviamente, non è esecutiva: continuerà ad insegnare. In aula era presente anche il dottor Massimo Giuseppe Sangiorgi, ex capo di Emodinamica, che ha letto alcune dichiarazioni spontanee prima che il giudice si ritirasse ricordando che è venuto a Modena quando la sua carriera era già riconosciuta dalla comunità medica e di aver agito per amore della scienza. Di denaro, non ha parlato. Il procuratore aggiunto Lucia Musti e il pm Niccolini hanno solo detto che il giudice ha riconosciuto il lavoro fatto in sede di indagini. Alla domanda se erano soddisfatti (Niccolini aveva chiesto 6 anni e 6 mesi), hanno risposto di aver fatto solo il loro dovere. «Noi non lavoriamo per far cadere il governo o chicchessia - ha detto la Musti rispondendo a chi chiedeva di quali implicazioni avrà questa sentenza - ma sono le conseguenze del nostro lavoro a farlo». Soddisfatte le parti civili, anche se il giudice non ha fissato le provvisionali. L’avvocato Andrea Mattioli per il Policlinico: «È una sentenza che lancia un segnale. Nessuno nella sanità può fare a meno di seguire le regole». Otto mesi è invece la condanna per il dottor Alessandro Mauriello dell’Università Roma Tor Vergata. Passando ai rinvii a giudizio, sono 28 le persone fisiche e 15 le aziende biomedicali che andranno alla sbarra, imputate per reati dall’associazione a delinquere, all’abuso d’ufficio e alla corruzione con una lunga serie di proscioglimenti per singoli capi d’accusa. Prosciolti del tutto tre imputati: l’ex Dg del Policlinico Stefano Cencetti, difeso da Djurdjika Oreskovic, e la dottoressa Monica Pantaleoni del Comitato Etico, difesa da Alessandro Sivelli, dall’accusa di omissione di atti d’ufficio e prosciolta anche la dottoressa valentina Martinotti. Cade infine l’associazione a delinquere per il dottor Andrea Amato e la Martinotti.

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