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Nasce il presidio di Libera sotto il segno dei giovani

di Enrico Vicenzi
Nasce il presidio di Libera sotto il segno dei giovani

Castelfranco. L’annuncio durante la serata che ha visto i ragazzi delle parrocchie raccontare alla cittadinanza l’esperienza fatta nella Locride a difesa della legalità

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CASTELFRANCO. È stato un battesimo di fuoco quello del presidio di Libera “Terre di Pianura Mancini-Vassallo”. La nascita ufficiale è stata annunciata domenica, durante l'incontro “Abbiate il coraggio di essere felici”, alla biblioteca comunale Lea Garofalo. Contesto quanto mai coerente e opportuno poichè l'incontro è stato incentrato sull'esperienza fatta dai giovani delle parrocchie di Castelfranco, Manzolino e Cavazzona in una terra che combatte una battaglia quotidiana per la legalità: Gioiosa Jonica, località della Locride, ospiti dell'associazione Don Milani. La notizia della nascita del presidio “Terre di Pianura Mancini-Vassallo” è stata data dagli esponenti dell'associazione antimafia. Avrà base a Castelfranco, ma, fa sapere una ragazza di Libera, «riguarderà anche i territori di Nonantola e San Cesario. Ci siamo costituiti ufficialmente e puntiamo a estenderci anche nel territorio dei Comuni del Sorbara». La scelta di intitolare il presidio alle vittime di mafia Roberto Mancini e Angelo Vassallo è stato fatto in base al legame col territorio che queste due figure rappresentano. Spiegano da Libera: «Il gruppo di Nonantola è molto legato alla famiglia di Angelo Vassallo, ucciso dalla mafia perché lottava per difendere l'ambiente. Roberto Mancini, invece, è stato uno dei primi poliziotti a indagare sulla Terra dei Fuochi. A causa dell'inquinamento si è ammalato ed è morto di leucemia; vogliamo far conoscere la sua storia, poi la camorra è presente a Castelfranco». L'assessore all’Istruzione Maurizia Cocchi Bonora ha dichiarato che «il patrocinio dato al viaggio dei ragazzi nella comunità gestita dalla Don Milani non è stato solo formale, ma è stato un volersi mettere in cammino insieme. Purtroppo da tanti anni la mafia è presente nelle nostre terre e si stringe su persone ed economia. Con la costituzione del presidio, l'Amministrazione cerca di impegnarsi in questa guerra fatta di tante battaglie, la più importante delle quali è culturale». La serata è continuata con il racconto dei ragazzi, che hanno riportato la loro esperienza con parole, immagini e video che ritraggono i luoghi visitati e le persone incontrate. I giovani sono stati ospiti di uno stabile sequestrato a un boss locale, gestito dall'associazione Don Milani dal 2012. Qui hanno lavorato insieme all'associazione e hanno incontrato esponenti del mondo antimafia, tra cui Stefania Grasso, figlia di Vincenzo, imprenditore ucciso dalla 'ndrangheta. Insieme a loro ha parlato il presidente dell'associazione Don Milani, Francesco Rigitano, e ha ribadito che «l’antimafia non si delega, sta ad ognuno di noi, altrimenti si hanno fenomeni come gli oltre 100 arresti dei giorni scorsi».

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