Nasce il presidio di Libera sotto il segno dei giovani
Castelfranco. L’annuncio durante la serata che ha visto i ragazzi delle parrocchie raccontare alla cittadinanza l’esperienza fatta nella Locride a difesa della legalità
CASTELFRANCO. È stato un battesimo di fuoco quello del presidio di Libera “Terre di Pianura Mancini-Vassallo”. La nascita ufficiale è stata annunciata domenica, durante l'incontro “Abbiate il coraggio di essere felici”, alla biblioteca comunale Lea Garofalo. Contesto quanto mai coerente e opportuno poichè l'incontro è stato incentrato sull'esperienza fatta dai giovani delle parrocchie di Castelfranco, Manzolino e Cavazzona in una terra che combatte una battaglia quotidiana per la legalità: Gioiosa Jonica, località della Locride, ospiti dell'associazione Don Milani. La notizia della nascita del presidio “Terre di Pianura Mancini-Vassallo” è stata data dagli esponenti dell'associazione antimafia. Avrà base a Castelfranco, ma, fa sapere una ragazza di Libera, «riguarderà anche i territori di Nonantola e San Cesario. Ci siamo costituiti ufficialmente e puntiamo a estenderci anche nel territorio dei Comuni del Sorbara». La scelta di intitolare il presidio alle vittime di mafia Roberto Mancini e Angelo Vassallo è stato fatto in base al legame col territorio che queste due figure rappresentano. Spiegano da Libera: «Il gruppo di Nonantola è molto legato alla famiglia di Angelo Vassallo, ucciso dalla mafia perché lottava per difendere l'ambiente. Roberto Mancini, invece, è stato uno dei primi poliziotti a indagare sulla Terra dei Fuochi. A causa dell'inquinamento si è ammalato ed è morto di leucemia; vogliamo far conoscere la sua storia, poi la camorra è presente a Castelfranco». L'assessore all’Istruzione Maurizia Cocchi Bonora ha dichiarato che «il patrocinio dato al viaggio dei ragazzi nella comunità gestita dalla Don Milani non è stato solo formale, ma è stato un volersi mettere in cammino insieme. Purtroppo da tanti anni la mafia è presente nelle nostre terre e si stringe su persone ed economia. Con la costituzione del presidio, l'Amministrazione cerca di impegnarsi in questa guerra fatta di tante battaglie, la più importante delle quali è culturale». La serata è continuata con il racconto dei ragazzi, che hanno riportato la loro esperienza con parole, immagini e video che ritraggono i luoghi visitati e le persone incontrate. I giovani sono stati ospiti di uno stabile sequestrato a un boss locale, gestito dall'associazione Don Milani dal 2012. Qui hanno lavorato insieme all'associazione e hanno incontrato esponenti del mondo antimafia, tra cui Stefania Grasso, figlia di Vincenzo, imprenditore ucciso dalla 'ndrangheta. Insieme a loro ha parlato il presidente dell'associazione Don Milani, Francesco Rigitano, e ha ribadito che «l’antimafia non si delega, sta ad ognuno di noi, altrimenti si hanno fenomeni come gli oltre 100 arresti dei giorni scorsi».
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