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Sci, bene le presenze ma per il turismo serve un piano vero

di Daniele Montanari
Sci, bene le presenze ma per il turismo serve un piano vero

SESTOLA. Arrivano i dati ufficiali a testimoniare quanto la neve caduta dalla fine di gennaio abbia risollevato la stagione sciistica sul Cimone. Il report fornito da Consorzio infatti parla della...

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SESTOLA. Arrivano i dati ufficiali a testimoniare quanto la neve caduta dalla fine di gennaio abbia risollevato la stagione sciistica sul Cimone. Il report fornito da Consorzio infatti parla della vendita, ad oggi, di 39.331 skipass tra giornalieri, mattinali, pomeridiani e giornalieri ridotti, 5.078 multigiornalieri festivi dai 2 ai 7 giorni, 12.813 feriali (giornalieri-mattinali-pomeridiani e giornalieri ridotti) e infine 4.533 feriali da 2 a 7 giorni, comprese le settimane bianche. E anche i numeri del Consorzio Valli Del Cimone parlano chiaro: oltre 600 i pacchetti turistici venduti e un totale comprensivo di più di 5mila turisti intermediati con le strutture ricettive. E vanno aggiunte le prenotazioni telefoniche dirette turista-operatore e quelle effettuate tramite agenzie di viaggio o internet. Il recupero sulle piste però non basta da solo al rilancio del territorio: lo sottolinea l'associazione di commercianti Sestola Crea, che in vista della visita di domani dell'assessore regionale al Turismo Andrea Corsini rilancia la richiesta di un programma di investimenti a tutto tondo che coinvolga tutti gli attori del sistema turismo. «Oggi – sottolinea il presidente di Sestola Crea Paolo Ferrari - le singole componenti appaiono slegate, senza un coordinamento e troppo spesso funzionali a se stesse. A piste piene corrispondono paesi desolatamente vuoti. Senza un rilancio del piccolo commercio, dei locali di ritrovo e intrattenimento, senza un profondo rinnovamento delle strutture alberghiere, molti piccoli esercizi sono destinati alla chiusura. Il sistema bancario e le associazioni di categoria sono chiamati a svolgere una funzione più attiva in quest’ottica di rilancio, ma è dalla Regione che possono e devono arrivare sostegni importanti. Le proposte però debbono venire dagli operatori, che devono essere da subito disponibili ad investire nelle loro attività a fronte di sostegni da suddividere equamente tra sistema sciistico, alberghi, bar e ristorazione, piccolo commercio e artigianato».

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