Animali maltrattati, sequestrato il canile
Finale. Blitz della Forestale dopo l’esposto di Lav e di un’ex volontaria. L’accusa: cani e gatti non curati e igiene trascurata
FINALE. Maltrattamenti sugli animali: è l’accusa mossa alla responsabile dell’associazione che cura il canile “Dimensione animale” di via Serraglio. Un’accusa che ha sorpreso tanti finalesi, molti dei quali si sono schierati - sui social - con Gabriella Sighinolfi, ritenuta persona disponibile e grande appassionata di animali che “si farebbe uccidere per loro”. Ma il personale del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali del Corpo forestale dello Stato, supportato dai Forestali di Modena e Fiorano, ieri mattina, davanti anche alle telecamere di Striscia La Notizia, ha effettuato un blitz, durato per tutta la giornata. «Si calcolano - si legge in una nota - tra i malcapitati ospiti a quattro zampe, oltre 70 cani, più di 80 gatti e un asino. Molti degli esemplari, soprattutto gatti, presentano evidenti segni di patologie trascurate. Inoltre, è stato singolare per i Forestali constatare come gran parte degli animali non fossero tenuti in box adeguati ma occupassero, in condizioni di totale promiscuità, bagni e altri locali interni della struttura adibiti alle maestranze».
L’indagine sul canile di Finale, che riceve finanziamenti dal Comune ed è stato per anni sostenuto dalla mobilitazione dell’associazionismo locale con feste ed iniziative di raccolta fondi, sono scattate a settembre dopo un esposto della Lav, su sollecitazione di un’ex collaboratrice. Del fatto si è occupato il pm Enrico Stefani ed il sequestro cautelativo è stato disposto dal gip Romito. Sarà il Comune il custode giudiziario della struttura dove potranno continuare le attività di assistenza agli ospiti.
«Esprimiamo la nostra soddisfazione per l’operato della magistratura e per l’attività condotta dal Nirda - commenta la Lav - Ringraziamo inoltre la sede Lav di Modena e i tanti volontari il cui supporto è stato davvero determinante in questa complessa vicenda. In seguito alla segnalazione ricevuta dai volontari della nostra sede locale, infatti, siamo venuti a conoscenza che il rifugio era teatro di gravi condotte penalmente rilevanti, ed abbiamo coordinato e supportato i volontari, nella raccolta del materiale foto e video e dei certificati medici attestanti le gravi condizioni degli animali».
Secondo le testimonianze raccolte dalla Lav e contenute nella denuncia gli animali sequestrati risultavano in grande numero gravemente ammalati e non curati. In caso di morte, le relative carcasse restavano all’interno della struttura, dove vivevano nella sporcizia e tra gli escrementi, senza il rispetto di norme igieniche e senza una sistematica politica di sterilizzazione. In base alle segnalazioni, gli animali malati e feriti non venivano sottoposti ad adeguate terapie, con il risultante aggravamento e decesso di molti di loro; inoltre, nella struttura non era presente un locale adibito ad infermeria.
Ha collaborato
Manuele Palazzi
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