«Io con Amnesty a caccia di giustizia tra diritti e doveri»
La storia di Simone Muzzioli, volontario da otto anni: «L’assenza di valori porta solo a far crescere i pregiudizi»
«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Recita così l'art. 3 della nostra Costituzione. Concetti, quelli di giustizia e uguaglianza sociale, tanto ideali quanto difficili da ritrovare nella quotidianità di oggi. «Non credo che, parlando di giustizia, se ne debba fare oggi una questione qualitativa -dice Simone Muzzioli, 28 anni, educatore, ricercatore universitario in sociologia del welfare e attuale presidente di Amnesty International Modena, la sezione locale dell'associazione che difende, a livello globale, i diritti umani - Credo che invece sia importante porsi una domanda: che cosa vogliamo che sia e che continui ad essere la giustizia? In questo senso dobbiamo ripensare alla giustizia come ad una relazione di comunità, con diritti che comportano si vantaggi ma anche doveri, quindi impegno e responsabilità». Proprio per fare informazione ed educazione, Simone da 8 anni ha scelto di diventare volontario di Amnesty International. «Si tratta di un'associazione che lavora sul piano culturale, che ti mette a contatto con le persone. Portiamo avanti una battaglia lunga ma forse una delle più essenziali per la nostra società: diffondere informazioni per permettere alle persone di prendere una posizione». Amnesty dal 1961 lavora a livello internazionale da un lato con la gente, per formare massa critica, dall'altro con le istituzioni e le realtà d'impresa, per esempio, per cercare di tradurre dal punto di vista pratico quelle che sono scelte politiche di tutela dei diritti. «I diritti che oggi si stanno pian piano scomponendo non fanno che aumentare la complessità dell'intero quadro, contribuendo a far crescere i pregiudizi e rendendo sempre più difficile la conoscenza dell'altro. Questo -continua Simone- dipende a mio parere anche dalla classe sociale cui si appartiene. Ci sono, e ce ne sono tanti, ragazzi che fanno volontariato, che si impegnano nel sociale. Poi c'è un’altra grande fetta di giovani, appartenente a mio parere alle fasce più benestanti della nostra popolazione, che sta bene così e non si chiede niente rispetto all'altro e al mondo. In questo terreno è più facile che nascano pregiudizi». Anche per questo Simone partecipa con Amnesty, ogni anno, a Le Officine della Solidarietà, un progetto che permette alle associazioni di volontariato di farsi conoscere dagli studenti modenesi attraverso modalità "innovative" come il teatro o l'interattività. Due le campagne che sta portando avanti nel campo dei diritti umani: “Io pretendo dignità”, contro povertà e sottosviluppo, e “Sos Europa” una campagna a favore dei diritti dei migranti che continuano ad arrivare nel nostro continente. Per maggiori informazioni: www.facebook.com/amnesty.modena o amnestymodena@gmail.com
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