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«La disuguaglianza cresce e spaventa»

«La disuguaglianza cresce e spaventa»

Luciano Guerzoni: «In nove anni il numero di bambini poveri è aumentato da duemila a diecimila»

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Secondo un recente studio dell'Oxfam, intitolato “Le grandi disuguaglianze crescono”, l'1% della popolazione mondiale sarà nel 2016 più ricco del restante 99%. Un livello di diseguaglianza inaudito, incompatibile con qualsivoglia idea di giustizia. La particolarità della “giustizia sociale” è che riguarda in modo specifico l'assetto della società considerato in rapporto a determinati criteri, quali l'equa distribuzione dei beni e delle risorse, le concrete condizioni di vita degli individui, l'accesso paritario ai diritti e alle opportunità, le effettive possibilità di partecipare alla vita sociale e di esplicare liberamente la propria personalità. La giustizia sociale ha dunque a che fare direttamente con i valori dell'equità e dell'uguaglianza.

«Potremmo dire, con Ermanno Gorrieri, che la giustizia sociale consiste - oggi - nell'assicurare a tutti una “soglia minimale di benessere”, intesa come un insieme di beni materiali e immateriali tale da consentire a ciascuno un'esistenza libera e dignitosa - afferma Luciano Guerzoni, Presidente della Fondazione Ermanno Gorrieri per gli studi sociali - Il volontariato sociale integra le dimensioni dell'equità e dell'uguaglianza con quelle della solidarietà, della gratuità e della prossimità. Ma, come insegnava mons. Nervo il volontariato non può trasformarsi nella “ruota di scorta” delle politiche pubbliche, perché l'orizzonte della giustizia è definito dai doveri e dai diritti sociali, che riguardano tutti e il cui adempimento è responsabilità dell'intera collettività». La realtà sociale modenese presenta anch'essa, benché in misura più contenuta rispetto ad altri territori, carenze preoccupanti. «Ad esempio - spiega Guerzoni - i dati dell'Indagine sulle condizioni economiche e sociali delle famiglie nella provincia di Modena - realizzata periodicamente dal Centro di analisi delle politiche pubbliche dell'Ateneo - evidenziano come le disuguaglianze siano venute aumentando anche qui. La crisi ha inciso in modo disuguale sulle condizioni di vita di individui e gruppi sociali, colpendo maggiormente i giovani, gli stranieri, le donne, i soggetti con più bassi livelli di istruzione e i minori e le famiglie con minori. In nove anni, dal 2002 al 2011, il numero dei bambini “severamente poveri” è aumentato di cinque volte, passando da 2.000 a 10.000. Per la giustizia sociale, a Modena, c’è molto da fare». (l.s.)

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