La tenacia non ferma i negozianti
Pochi sorrisi: «La combinazione sisma-crisi rende il futuro davvero difficile»
MEDOLLA. Tra crisi e terremoto i commercianti di Medolla trovano molto difficile rialzare la testa e gettare il cuore oltre l’ostacolo. A parte alcune eccezioni il rammarico degli esercenti è palpabile e qualcuno propone alcuni suggerimenti volti a migliorare le sorti di attività che, in certi casi, non sono mai veramente ripartite dopo il sisma. «Abbiamo tenuto chiuso un paio di mesi dopo il terremoto, ma non abbiamo ricevuto contributi – affermano Vittoria Casari e Mery Manfredini, della cartoleria Mery, nel centro del paese – noi vorremmo un numero maggiore di parcheggi. Corre voce che ne vogliano togliere, invece, per sistemare la piazza. Ci auguriamo che non sia così». In controtendenza, invece, il barbiere, pochi metri più avanti. «Io non ho mai smesso di lavorare – afferma Fabio Casari, mentre sta pettinando un cliente – anche nei momenti più critici del dopo terremoto, dopo pochi giorni ero già qui in negozio».
Evidenzia le difficoltà del mercato colpito doppiamente da terremoto e crisi economica, Enrico Pizzetti, titolare dell’omonima oreficeria, che ha assistito ai danni provocati dal sisma anche intorno a casa, dal momento che abita a Rovereto, frazione dilaniata dalle scosse. «Si lavora con un mercato composto da persone ‘delocalizzate’ – sostiene Pizzetti – che si sono trasferite qui perché la loro casa ha risentito del sisma. Quindi, è diminuito il numero dei clienti, ma soprattutto è calato il budget a disposizione. Il terremoto si è purtroppo alla crisi economica, alla carenza di lavoro, insomma una situazione generale davvero difficile». Ha ancora vivo nella memoria lo strazio del terremoto e il dispiacere per avere perso tutto, Nara Bautta, del negozio “Tendenze di Nara”. «Ero nell’altro negozio al momento del sisma – racconta ancora sconsolata Nara – dove avevo articoli da regalo di prima qualità: cristalli, Tiffany… ho contato decine di migliaia di euro di danni e avevo le mani rotte nel raccogliere gli oggetti preziosi andati perduti. Per ripartire, ho dovuto rimboccarmi le maniche. Per creare un percorso degno di nota bisognerebbe tenere aperte le saracinesche anche la domenica: questo potrebbe invogliare maggiormente clienti nuovi». Segnala invece «più clienti provenienti da Mirandola e Cavezzo rispetto a prima del terremoto», Paola Preti di Automazioni Iacubino Michele.
Nel complesso anche Medolla come del resto tutti gli altri centri del comprensorio della Bassa feriti dal terremoto accusa una difficoltà nel ripartire, nel vedere le pratiche e i progetti diventare esecutivi per ridare un sorriso a chi ha perso la casa o l’attività. (s.a.)
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