La “zona grigia” dove la malavita impera
I rapporti con imprese e professionisti servono per arrivare ai politici a cui offrire aiuti e avere favori
Le mafie, la ’ndrangheta in particolare, ha due obiettivi: fare soldi ed esercitare il proprio potere sia attraverso gli affari leciti sia condizionando la politica per dimostrarsi forte. Parole che Tonio Dell’Olio, responsabile dei progetti internazionali di Libera, diceva giusto lunedì davanti a 200 studenti modenesi. E il rapporto della Direzione Nazionale Antimafia non fa altro che certificare l’evidenza: «Chiunque, e non solo in Italia, sa oramai cosa è la ’ndrangheta e sa quanto è feroce, estesa ed efficiente - si legge - Non è più indispensabile vivere a Palmi o a Locri per saperlo. Si è detto che il nocciolo duro degli interessi ’ndranghetisti - il suo core business - siano affari (leciti ed illeciti) e rapporti con la politica. La capacità di essere interlocutore per la politica - e, consequenzialmente, la sua capacità di rapportarsi alla stessa, di influenzarla, di farle raccogliere consenso - passa, necessariamente, attraverso la capacità di controllare dall’esterno imprese ed aziende o di costituirne di proprie e, attraverso queste, allargare i propri rapporti e la propria influenza in un contesto sempre più ampio, che arriva fino al cuore della cosiddetta economia legale».
Valutazioni che ricalcano quanto scoperto nell’operazione dei carabinieri “Aemilia”. Imprenditori su cui gli esponenti dei Grande Aracri dominano, siano essi vittime di racket o estorsioni siano collusi e disponibili a mettere a disposizione le proprie aziende e la propria credibilità per far lavorare i “braccianti” degli ’ndranghetisti. Si cade così in quello che nell’operazione “Mafia capitale” viene definito “mondo di mezzo” e che per l’Emilia diventa invece “zona grigia”. L’ acquisizione di potere economico e finanziario della ’ndrangheta fa da collegamento con una “vasta platea di professionisti ed imprenditori”, che diventano un “indispensabile anello di congiunzione, il canale comunicativo privilegiato fra ’ndrangheta e politica”. Conquistata la credibilità e la fiducia del territorio, ecco l’ultimo passo della malavita organizzata: generare autonome attività economiche e società di servizi “che risultano di particolare interesse per la politica. Sia per ottenere consenso che per ottenere aiuti e sostegno finanziario”. (fd)
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