Gazzetta di Modena

Modena

Montese discute di come valorizzare la sua patata doc

di Andrea Ghiaroni

MONTESE. A Montese si parlerà della coltivazione e della promozione della patata di montagna. Domani è, infatti, in programma alle 9,30, nella sala Monsignor Dallari (in Via Cuoghi, 75) un incontro...

2 MINUTI DI LETTURA





MONTESE. A Montese si parlerà della coltivazione e della promozione della patata di montagna. Domani è, infatti, in programma alle 9,30, nella sala Monsignor Dallari (in Via Cuoghi, 75) un incontro tecnico sul tema “Filiera della patata di montagna a marchio: innovazione varietale, tecniche di coltivazione, mercato, promozione e provvidenze”. L'evento, che è promosso da Astra Innovazione e Sviluppo, unitamente al Crpv (Centro Ricerche Produzioni Vegetali), alle Associazioni Produttori Patata Assopa e Appe Coop e al Comune pone l'attenzione sulla valorizzazione della “Patata di Montese”, in merito sia ad aspetti di tipo colturale che di promozione, anche per convogliare sull'area di produzione possibili finanziamenti regionali e comunitari. L'incontro, che sarà introdotto e concluso dal sindaco Luciano Mazza, prevede gli interventi di Paolo Pasotti (Astra), Carlo Mazzanti (Appe Coop), Pietro Farinelli (Dinamica) e Nerino Gallerani (Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano). La pataticoltura di montagna, tipica dell'Alto Appennino Modenese e Bolognese, pur essendo una produzione di nicchia, con volumi e superfici non paragonabili a quella di pianura, rappresenta una risorsa interessante per le aree in cui viene coltivata, specialmente a fronte delle caratteristiche qualitative, che ne esaltano l'idoneità alla cottura e alla preparazione di cibi. La zona di produzione della “Patata di Montese” è rappresentata da 53 pataticoltori dei territori di Montese, Zocca, Gaggio Montano, Castel d'Aiano e Lizzano in Belvedere con un'estensione dell'oasi produttiva di circa 70 ettari (di cui almeno 35 ettari circa sul territorio di Montese). L'iniziativa sarà, dunque, l'occasione per approfondire innanzitutto gli aspetti legati alle scelte varietali: la coltivazione della patata di montagna, in quanto realizzata in asciutto (senza irrigazione), necessita, infatti, di varietà rustiche in grado di ben adattarsi alle condizioni pedoclimatiche del territorio. A questo proposito verranno presentati i risultati di due anni di sperimentazione e confronto varietale, condotti nelle aree di coltivazione, prendendo in esame anche l'aspetto della resistenza ai nematodi, un problema emerso alcuni anni fa e oggi un pò ridimensionato. A fianco degli approfondimenti di carattere tecnico l'attenzione verrà, poi, focalizzata sugli aspetti di promozione del prodotto e sulle possibili azioni di sviluppo commerciale legate alle produzioni identificate con il marchio di tutela "Patata di Montese", promosso dalla Camera di Commercio di Modena, unitamente al Comune di Montese, all'ex Comunità Montana Appennino Modena Est, al Gal e alle associazioni agricole della zona. A questo proposito saranno anche discusse le possibili azioni sinergiche che potranno essere messe in campo sul territorio, per convogliare sull'area finanziamenti regionali e comunitari, indispensabili per una reale affermazione della patata di montagna.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google