Pagamenti, a Modena un netto progresso
Secondo le rilevazioni di Euler Hermes nel 2014 un calo del 22% negli insoluti e -61% negli importi
Modena segna un trend in miglioramento riguardo ai problemi dei mancati pagamenti. Lo rivela lo studio Euler Hermes (Gruppo Allianz) sui mancati pagamenti delle imprese italiane nel 2014, secondo il quale per la provincia modenese si registra un -22% quanto a numero di mancati pagamenti e un -61% quanto a importo medio dei mancati pagamenti. Secondo lo studio, inoltre, a Modena vanno meglio gli insoluti nell’abbigliamento e nelle costruzioni (ovvero il comparto delle piastrelle del distretto sassolese) mentre crescono a doppia cifra i debiti non onorati nell’agroalimentare. Spostando lo sguardo all'intera regione si osserva come per tutta l'Emilia Romagna il trend sia in miglioramento per entrambi gli indicatori: il numero di mancati pagamenti, infatti, si contrae del 26%, mentre l'importo medio cala del 52%. Tuttavia quest’ultimo indicatore non è del tutto rientrato rispetto ai livelli pre-crisi del 2007, e rimane ancora più elevato del 16%. Nel confronto tra province si osserva come Ravenna e Ferrara siano le uniche due province che non mostrano gli indicatori in contrazione principalmente a causa dell’aumento dei mancati pagamenti nel settore agroalimentare. A Bologna crescono i debiti non onorati nell’abbigliamento, chimica, mobili e arredamento mentre migliora il comparto edilizio. A Parma i trend degli insoluti sono stabili nell’agroalimentare mentre migliorano decisamente i trend del settore meccanico.
Nello studio uno sguardo allo scenario economico regionale. «Il territorio – si legge nel focus dedicato all'Emilia Romagna – è caratterizzato da multinazionali tascabili specie nel settore della meccanica, hi-tech e globalizzata, che realizza oltre la metà delle esportazioni regionali. I prodotti spaziano dalle macchine agricole al packaging, dall’auto agli elettrodomestici. Le esportazioni dell’agroindustria sono in crescita. L’impiantistica alimentare si misura con le grandi aziende tedesche e punta su tre direttrici: Paesi extra Ue, Americhe, Africa e Medio Oriente. Tra i primi 100 player della ceramica 22 sono italiani e di questi 14 del distretto tra Modena e Reggio Emilia».
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