Sanità, tutti i problemi dei nuovi dg
Liste d’attesa, integrazione Baggiovara-Policlinico, gli ospedali del territorio, i tagli alla spesa: il futuro passa da qui
MODENA. Il rinnovo dei vertici della sanità che ha toccato anche Modena non sarà una passeggiata. I due nuovi direttori, Massimo Annicchiarico all’Ausl e Ivan Trenti al Policlinico, non si annoieranno poiché le loro scrivanie saranno stracolme di pratiche ancora prima del loro arrivo. Sono attesi in una situazione che necessita di una presa di coscienza immediata perché, è innegabile, i problemi ci sono e le situazioni sono più che mai complesse. Modena non è malata di protagonismo, non è un mistero che qui le cose siano diverse che altrove: nessun’altra provincia ha due ospedali come Policlinico e Baggiovara (e aggiungiamoci anche Sassuolo con qualche chilometro in più); nessun’altra provincia ha avuto a che fare come la nostra col terremoto e con ciò che il sistema sanitario, in una situazione del genere, comporta; nessun’altra provincia ha una facoltà medica da rilanciare; nessun’altra provincia fatica come Modena a dare risposte sui tempi di attesa. Può bastare? Forse sì. Ecco perché abbiamo deciso di mettere in fila le dieci questioni più spinose da sottoporre fin da subito ai nuovi direttori generali che entreranno in carica nei prossimi giorni, sperando di avere risposte nel più breve tempo possibile.
Ieri sulle nomine dei direttori generali e sul futuro della sanità è tornato ad intervenire anche il neoassessore Sergio Venturi. Alcune risposte le ha date, provando ad uscire dall’angolo dove era finito nei giorni della scelta - legittima ma discutibile - di mantenere una indennità più alta rispetto a quella di assessore proprio mentre - non era ovviamente colpa sua - riceveva anche il premio produttività del 2013. Due episodi che, gestiti meglio, avrebbero evitato polveroni.
Venturi è stato chiaro: «Per gli stessi direttori generali non è positivo avere valutazioni sul merito tutte identiche», ed è quindi ora di dire basta alla «pessima abitudine di distribuire i premi a pioggia, ad ogni livello», anche perché così facendo «si uccide la volontà e lo stimolo di far parte di un servizio di qualità». Sergio Venturi, assessore alla sanità dell'Emilia-Romagna, ha annunciato ieri in commissione una svolta sui bonus ai dirigenti sanitari, oggetto nei giorni scorsi di una dura polemica nei suoi confronti. Davanti ai consiglieri regionali l'assessore ha anche difeso le nomine dei nuovi dg: «Da quando sono nate le Ausl non era mai avvenuto un cambio in blocco dei direttori, la metà di loro poi non ricopriva lo stesso ruolo nemmeno in altre strutture, non si può più dire che si tratta “sempre degli stessi”, è mancato il rinnovo totale perché siamo stati incapaci di formare una nuova classe dirigente, non solo nelle Ausl ma anche nelle università abbiamo lo stesso problema».
Per i nuovi direttori, continua l'assessore come riferisce una nota della regione, «non ci saranno più obiettivi generici, prima vogliamo una soglia minima anche solo per l'accesso alla valutazione, poi in ogni caso dovranno vedersi delle differenze anche significative».
Se le nomine dei direttori erano il primo obiettivo da raggiungere entro i 100 giorni di inizio mandato, «e noi ne abbiamo impiegati poco più di 50, in attesa del parere della conferenze socio-sanitarie competenti», rivendica Venturi, il passo successivo sarà «una revisione organizzativa dell'assessorato alla sanità e delle agenzie sanitarie, perché dobbiamo razionalizzare sia i collaboratori che i servizi». Intanto domani in consiglio comunale a Modena ci sarà l’ultima uscita ufficiale di Mariella Martini e Licia Petropulacos, rispettivamente dg in uscita di Ausl e Policlinico. Poi, dalla prossima settimana, sarà nuova gestione. Con un po’ di domande a cui rispondere.
@dvdberti
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