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cosa dice la chiesa

«C’è meno consapevolezza del sacramento davanti a Dio»

«Purtroppo la mancanza di monsignor Lanfranchi, vescovo di Modena e Nonantola scomparso pochi giorni fa, si fa sentire. Lui era non solo il responsabile del tribunale ecclesiastico, ma ne era anche...

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«Purtroppo la mancanza di monsignor Lanfranchi, vescovo di Modena e Nonantola scomparso pochi giorni fa, si fa sentire. Lui era non solo il responsabile del tribunale ecclesiastico, ma ne era anche grande fautore perché sosteneva fortemente l'attività di giustizia all'interno della Chiesa».

Francesco Cavina, vescovo della diocesi carpigiana, ha presieduto ieri la giornata di inaugurazione dell'anno giudiziario e all'inizio del suo intervento non ha mancato di salutare il prelato appena scomparso. Alle prolusioni erano presenti molti volti noti della città, tra cui il prefetto Michele di Bari, il presidente del Tribunale civile Vittorio Zanichelli e l'ex Mario Lugli, l’ex rettore dell'ateneo di Modena Mario Vellani e i vescovi di Parma, il modenese Enrico Solmi, di Fidenza Carlo Mazza e di Reggio Massimo Camisasca. Cavina ha poi spiegato la situazione relativa ai matrimoni religiosi nell'area toccata dal tribunale modenese che, lo ricordiamo, è responsabile territoriale da Modena a Piacenza. «Prestiamo grande attenzione - spiega monsignor Cavina - all'importanza della famiglia, del matrimonio che è l'unico vincolo possibile e del quale anche in questa occasione affermiamo il valore altissimo. Le cause principali di annullamento del vincolo matrimoniale non cambiano rispetto agli ultimi anni: avanza la secolarizzazione e diminuisce la consapevolezza dell'uomo e della donna che contraggono il matrimonio davanti a Dio. Quando viene meno la consapevolezza degli obblighi matrimoniali, allora occorre preoccuparsi molto. Noi facciamo uno sforzo incredibile per fare capire ai ragazzi quanto l'amore sia fondamentale. Le relazioni d'amore sono il vero cuore dell'uomo e della donna». La prolusione del Tribunale ecclesiastico regionale emiliano ieri è stata affidata a Vincenzo Pacillo, giovane associato di diritto canonico presso l'Università di Modena e “visiting professor” dell'ateneo di Leicester. «Parliamo di immaturità e nullità matrimoniale alla luce del Sinodo per la famiglia - spiega il prof Pacillo - ed è semplice collegare ciò a quanto l'arcivescovo Lanfranchi scrisse nel 2011 riguardo alla libertà che deve venire da dentro, dalla capacità di cogliere il mondo con lealtà e verità». Il docente illustra successivamente l'immaturità psichica ed affettiva che è alla base di tanti annullamenti matrimoniali: «San Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI ci hanno detto che non occorre essere pienamente maturi per contrarre un matrimonio valido, ma ciò non chiude affatto la porta al riconoscimento di situazioni di immaturità. Le immaturità hanno tre dimensioni: narcisistico-egoistica, ribellistica, anaffettivo-distruttiva che incidono nell’espressione di un valido o meno matrimonio». (s.l.)

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