L’arrivederci ai volontari del Servizio civile
Formigine. Il sindaco ha incontrato gli 11 giovani che hanno fatto assistenza a scuole e associazioni
FORMIGINE. «Trovate presto la vostra strada». Con questo augurio il sindaco Maria Costi ha salutato gli undici giovani che hanno partecipato al Servizio civile volontario. Ragazze e ragazzi, dai ventuno ai venticinque anni, che hanno prestato assistenza al Comune, alle scuole e alle associazioni del territorio. «Abbiamo ricevuto ottime opinioni sul vostro operato - ha riconosciuto Costi - l’augurio è che possiate trovare presto il percorso professionale che più fa per voi. Da parte nostra continueremo, per quanto ci è possibile, a creare opportunità di formazione ed esperienze sul campo, attraverso il Servizio civile nazionale e regionale e i progetti europei attivati dal Comune». Altri due giovani hanno iniziato la loro esperienza di volontariato all’inizio del mese. In attesa del nuovo bando nazionale, i protagonisti dell’ultima “avventura” hanno raccontato le loro emozioni. «Prenderò la specialistica in psicologia - ha spiegato Gloria, che a breve presenterà la sua tesi di laurea - in questi mesi ho studiato tanto … Ho fatto assistenza in una primaria sull’handicap e la bella notizia è che ho già una proposta di lavoro da parte di una cooperativa sociale». «Io invece ho studiato tutt’altro - ha aggiunto Alice - Mi sono laureata in marketing, ma dopo un anno di lavoro in un ufficio ho capito che la mia strada non era quella. Ho preso quest’esperienza di servizio nel trasporto disabili come un’occasione per rimettermi in gioco». C’è chi è giunto da oltre i nostri confini nazionali. «Soltanto un anno fa non conoscevo neppure l’italiano - ha riconosciuto Zena - sono arrivata infatti dall’Estonia dopo aver studiato pedagogia. Ho prestato servizio nelle scuole primarie del territorio e, d’estate, per l’Associazione Chernobyl, che accoglie i piccoli dalla Bielorussia. Ho pianto quando sono partiti … rimarrò legata all’associazione!». Tutti hanno assicurato che continueranno a fare volontariato. Il rapporto con le associazioni di volontariato territoriali è tra le esperienze che più hanno colpito i ragazzi. Tra queste associazioni, c’è quella di solidarietà con il popolo saharawi, che nei mesi estivi accoglie all’interno di Villa Sabbatini i bambini che vivono nei campi profughi. Proprio a inizio settimana, un bambino di nove mesi (proveniente con la mamma dal deserto dell’Algeria) è giunto a Modena per sottoporsi a un intervento chirurgico. Un’operazione per la vista svolta grazie a medici del Policlinico e al supporto dell’associazione. Ancora, c’è la San Gaetano, che offre assistenza ai disabili, e l’Avap. Tre i giovani impegnati nel Corpo comunale dei Volontari del Pronto Soccorso: gli ex studenti di Economia Debora, Daniele e Francesco.
Gabriele Farina
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