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Matrimoni nulli? Tanti per incapacità

Matrimoni nulli? Tanti per incapacità

Il disagio psicologico è la prima motivazione nelle cancellazioni religiose, poi il non volere figli e anche la violenza

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Calano enormemente, con un meno 24% rispetto al 2013, le richieste di divorzio religioso inoltrate al Tribunale ecclesiastico regionale emiliano, l’ex Sacra Rota che ha sede in via Rismondo.

Ma il dato va “moderato”, visto che il calo dei matrimoni civili e religiosi è in continua crescita ormai da anni. Emerge inoltre che sempre più giovani emiliani chiedono, anche pochi mesi dopo l’atto, l’annullamento del matrimonio e ci sono anche casi di uomini over sessanta che vogliono lasciare la moglie per una giovane compagna. Questi i dati principali emersi ieri all'apertura dell'anno giudiziario del tribunale ecclesiastico e tra le cause principali degli annullamenti decretati dai giudici religiosi sono in aumento esponenziale le “malattie della volontà”. Significa che molti non hanno più la consapevolezza di che significhi unirsi in matrimonio, tanto che tra i periti del tribunale subentra lo psicologo.

Lo ha spiegato bene ieri al Seminario di corso Canalchiaro monsignor Vittorino Tazzioli, vicario giudiziale del Tribunale che ad apertura del suo discorso non ha mancato di ricordare con affetto il vescovo Lanfranchi scomparso la settimana scorsa. «Il calo del 24% delle cause presso il nostro tribunale è ugualmente distribuito tra le diocesi di Modena-Nonantola, Carpi, Reggio, Parma, Fidenza, Piacenza-Bobbio di cui ci occupiamo. Nel 2014 abbiamo avuto sei cause matrimoniali provenienti da Carpi, mentre erano 13 l'anno precedente, mentre le 43 di Modena l'anno prima erano 52. In generale le cause entrate nel 2014 sono 111, 137 quelle pendenti dal 2013. In tutto 248 cause in calo rispetto alle 274 del 2013: 126 sono state definite con sentenza. Di queste 118 si sono concluse con la nullità: tra le cause 42 perché non si voleva prole, 65 per incapacità psichica, 3 per simulazione del consenso, 2 per violenza e 2 per timore reverenziale. Inoltre devo ricordare che abbiamo lavoro fino a marzo, poi non sappiamo, mentre finora nei primi due mesi del 2015 abbiamo emesso una quarantina di sentenze». Sono in calo anche le consulenze di prima analisi che il Tribunale offre gratuitamente mentre successivamente i 32 avvocati delle parti in causa applicano il tariffario che la Cei ha deciso nel 2011: si va da 1575 a 2992 euro per il processo di primo grado e l'appello. Ricordiamo che di recente papa Francesco ha auspicato che presto si raggiunga la possibilità di accedere gratuitamente a queste funzioni. «Le ragioni del calo deciso delle cause - continua monsignor Tazzioli - sono varie: dalla diminuzione dei matrimoni religiosi celebrati alla diminuzione della fede, dalla secolarizzazione diffusa alla crisi economica. Mai come quest’anno abbiamo, a quest’ultimo proposito, offerto patrocini gratuiti. Diminuisce anche il numero delle sentenze totali: avviamo una causa in una ventina di giorni, poi tutto si complica: quest’anno abbiamo visto 49 cause durare fino a un anno e 41 fino a due anni mentre addirittura una si è allungata fino a tre anni e mezzo. Non era mai accaduto in quaranta anni di attività, purtroppo prevale l'egoismo personale che fa nascere incomprensioni e violenze. Per quanto riguarda l'età rileviamo che la crisi del matrimonio spesso si manifesta in giovane età, anche pochi mesi dopo l'unione religiosa poi ci sono anche casi di uomini over 60 che vogliono lasciare la moglie per cercare gratificazione in una ragazza giovane. Ricordiamo comunque che la sola realtà del mondo occidentale a cui si mantiene fede è il matrimonio cattolico, mentre vengono meno i legami di lavoro e solidarietà ad esempio». Ricordiamo infine che quando l'ex Sacra Rota annulla il matrimonio significa che davanti alla Chiesa esso non è mai avvenuto, dunque nel caso è possibile sposarsi di nuovo cristianamente.

Stefano Luppi

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