Nuova moschea, la città è divisa
Il sindaco non vuole parlare, l’opposizione mette il veto e sul web è polemica
L’ipotesi di una nuova moschea a Sassuolo che accolga anche gli islamici dell’associazione El Huda, attualmente costretti a pregare all’aperto, divide la città e i toni della polemica sono accesissimi. La richiesta di El Huda di avere un proprio luogo di culto ha scatenato un dibattito “feroce” anche su Facebook dove alcuni commenti rasentano l’istigazione ad atti di intolleranza violenta. Il sindaco, pur direttamente preso in causa dai rappresentanti della comunità islamica, continua a trincerarsi dietro un rigoroso silenzio; restano le dichiarazioni fatte in campagna elettorale e cioè l’impegno a realizzare una moschea unica per un bacino di distretto, sulla quale tutti i Comuni ceramici si facciano carico di discutere.
Ma il cartellino rosso arriva dalla precedente Giunta, Luca Caselli (oggi capogruppo d’opposizione) e Francesco Menani in primis, che confermano il loro veto sull’idea di una nuova moschea. «Se dovesse approdare in consiglio comunale la proposta di una variante per modificare la destinazione d’uso di un’area e ricavarci così un nuovo e più ampio luogo di culto islamico, faremo tutto quanto è in nostro potere per opporci» ha dichiarato Menani. Certo che se Pistoni si è assunto un impegno e ha fatto un patto, ne dovrà rispondere». «Già peraltro siamo totalmente in disaccordo con la scelta di Pistoni di riaprire la moschea di via Cavour, peraltro in ottemperanza a patti che avrebbe fatto con quella comunità e in un periodo storico che non è certo dei migliori per scelte del genere. Sassuolo in questo momento ha ben altre priorità visto che la città è fuori controllo».
Torna poi, quando si parla di moschea unica e nuova moschea, la vecchia divisione tra il gruppo islamico che fa capo al luogo di culto di via Cavour, tuttora attivo (legato all’Ucoii e alla moschea di Milano), e quello che fa capo all’associazione El Huda (legata più al Coreis). «Se ci dicessero di punto in bianco che si chiude via Cavour per realizzare una moschea unica più grande per tutti, non potremmo accettare così a scatola chiusa - dice, frenando, Qazim Zahi del gruppo di via Cavour - occorrono garanzie, discussioni, accordi sia sul luogo sia sull’organizzazione». Attualmente non sarebbe nemmeno possibile fare entrare tutti gli islamici in via Cavour per limiti di capienza. «Non è tanto un problema il fatto di arrivare ad una moschea unica - dice Zourrigua Anware di El Huda - quanto come si ci arriva, con quali accordi anche su come si dovrà dirigere la moschea stessa».
Dunque, anche l’ipotesi della moschea unica, se praticata, dovrà essere ben pianificata. «D’altra parte - aggiunge Menani - credo che la città farebbe sentire la sua voce nel caso si andasse verso la costruzione di una seconda moschea».
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